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BRUSSELS FILM FESTIVAL 2015

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Rémi Bezançon svela Nos Futurs

di 

- Nel suo nuovo film, Rémi Bezançon imbarca Pierre Rochefort e Pio Marmaï in un delirio regressivo alla ricerca della loro adolescenza perduta

Rémi Bezançon svela Nos Futurs
Pierre Rochefort e Pio Marmaï in Nos Futurs

Il Brussels Film Festival ha proposto ieri al pubblico brussellese il nuovo film di Rémi Bezançon, Nos Futurs [+leggi anche:
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. Bezançon si è rivelato presso il grande pubblico col suo primo film, Ma vie en l’air, che attirò nel 2005 non meno di 400.000 spettatori. Il suo film successivo, Le Premier jour du reste de ta vie [+leggi anche:
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, sfiora le 2.000.000 entrate, ottiene 9 nomination ai César e due premi per il suo giovane cast (rivelazione femminile per Déborah François e rivelazione maschile per Marc-André Grondin). Nel 2011, lancia Un heureux événement [+leggi anche:
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, adattamento del best-seller di Eliette Abécassis, anch’esso un buon successo di pubblico. Con Nos Futurs, scava nel solco cinematografico della commedia agrodolce. Come in Ma vie en l’air, il personaggio principale si chiama Yann, è un trentenne che sembra avere successo nella vita, ma che fa fatica ad andare avanti e ad evolvere a causa di una nevrosi che lo paralizza. Se in Ma vie en l’air, il protagonista è pienamente cosciente della sua fobia dell’aereo, e del limite che rappresenta, in Nos Futurs, Yann dovrà compiere un percorso iniziatico sotto forma di delirio regressivo per dare un nome e un volto alla sua nevrosi.

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Mentre festeggia il suo compleanno con la sua dolce sposa e i suoi colleghi di lavoro dai quali si sente più lontano che mai, Yann realizza di non avere amici. Decide allora, per una sorta di faglia sentimental-temporale, di ritrovare il suo amico d’infanzia, Thomas. Thomas non è cambiato di una virgola. Fa sempre lo stesso piccolo lavoro, ha la stessa vecchia moto, lo stesso appartamento insalubre, beve sempre lo stesso vinello scadente e utilizza l’ultimo Minitel ancora connesso sul territorio francese. Per Thomas, non c’è ombra di dubbio: per poter andare avanti, e invecchiare serenamente, Yann e lui devono assolutamente rivivere la loro ultima, storica festa, quella dei 18 anni di Yann. E affinché questa serata memorabile vada a buon fine, dovranno contattare tutti i loro ex compagni di liceo.

A sfilare davanti a loro, durante il percorso, sono tanti destini quanti i volti ritrovati su una vecchia foto di classe. Tra scoppi di risate e voci alte, i due amici si abbandonano a ogni tipo di eccesso: è meglio invecchiare prematuramente o rivivere eternamente la propria adolescenza? Non c’è una giusta via di mezzo? Alla fine del cammino, una certezza: per poter andare avanti, e costruire su basi solide il proprio futuro, Thomas, e soprattutto Yann, devono ritrovarsi e ritrovare l’energia dei loro 18 anni per potersi meglio separare.

Nel ruolo di Thomas, tutto giovialità virile, ritroviamo Pio Marmaï, un habitué dei film di Bezançon, scoperto in Le Premier jour du reste de ta vie, per cui ricevette una nomination al César della miglior promessa maschile. Al suo fianco, Pierre Rochefort, scoperto nel film di sua madre Nicole Garcia, Un beau dimanche [+leggi anche:
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, percorre la strada della nostalgia con elegante indolenza che richiama quella del suo illustre padre. Al loro fianco, la nuova leva del cinema francese apporta la sua energia, che sia Mélanie Bernier nel ruolo della donna frizzante, affettuosa ma antiquata, o ancora, affrancati dall’etichetta di attori "visti in tv", Kyan Khojandi, Laurence Arné e Camille Cottin.

Come i precedenti film di Rémi Bezançon, Nos Futurs è prodotto da Mandarin Cinéma, cui si devono in particolare il Saint Laurent [+leggi anche:
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Q&A: Bertrand Bonello
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di Bertrand Bonello, gli ultimi film di Ozon e la serie di OSS 117. Il film sarà distribuito da Gaumont in Francia (esce il 22 luglio) e da Victory in Belgio (15 luglio).

(Tradotto dal francese)

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