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Maraviglioso Boccaccio: Un colore per ogni novella

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- I fratelli Taviani riprendono Il Decamerone di Boccaccio e ancora una volta raccontano storie di amore in tempi di totale disperazione

Maraviglioso Boccaccio: Un colore per ogni novella

Sembra il materiale perfetto per il duo di registi italiani Paolo e Vittorio Taviani, che  hanno cominciato a dirigere insieme durante gli anni ’60.

Il Maraviglioso Boccaccio [+leggi anche:
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si dice sia un film vagamente basato sui racconti di Boccaccio contenuti all’interno del Decameron, quando in realtà la pellicola è basata sulla pluralità dei narratori. I due registi non solo hanno diretto il film insieme, ma hanno anche scritto a quattro mani il copione del lungometraggio presentato al Brussels Film Festival di quest'anno.

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La loro versione della storia (sulle orme altrui, come ad esempio quelle di Pasolini il quale gira Il Decameron nel 1971) è ambientata nell’appestata Firenze del 1348, dove un gruppo di dieci giovani – sette ragazze e tre ragazzi – decide di fuggire dalla città e recarsi in una vecchia villa di campagna, dove soggiorneranno spensieratamente per diversi giorni. Passano le loro giornate a gingillarsi nel verde lussuoso della campagna fiorentina, vivendo uno sconosciuto stile di vita contadino ma ancora più importante stabiliscono la regola che ciascuno di essi dovrà raccontare una novella.

Nella loro versione, I fratelli Taviani decidono di pitturare la loro storia non con il nero, ma con una miriade di colori diversi, in ricordo della pittura rinascimentale di Sandro Botticelli che, infatti, ha raffigurato scene riprese dal Decamerone, o delle opere di Giotto e Masaccio, che si sono rivelati grande fonte d’ispirazione per i due registi.

Nelle scene iniziali l’onnipresenza della peste a Firenze è mostrata attraverso la totale assenza di persone per le strade della città. Una giovane donna muore alla presenza della propria famiglia e con le sue ultime parole esprime la sua disperazione nel lasciare questo mondo senza aver conosciuto il piacere.

I colori diventano più luminosi con il cambio di abiti da parte del gruppo, che si libera degli scuri abiti nella tenuta di campagna e così sembra anche liberarsi delle proprie preoccupazioni.

L’abbondanza di colori viene a galla quando i ragazzi si riuniscono pittorescamente per la prima novella: quella di Catalina (Vittoria Puccini), una donna ammalata di peste abbandonata al proprio destino dal marito Nicoluccio (Flavio Parenti), la quale viene miracolosamente resuscitata dall’amore di un altro uomo. La seconda novella è più ottimista: Calandrino (Kim Rossi Stuart), lo “scemo del villaggio” diventa crudele quando riceve il potere dell’invisibilità – o cosi’ crede. La terza tragica novella narra dell’amore tra Ghismunda (Kasia Smutniak) e Guiscardo (Michele Riondino), contrastato dalla loro appartenenza a caste differenti.

Come richiesto dallo stile di Boccaccio, la quarta novella non manca nè di amore nè di disobbedienza verso la Chiesa quando la sessualità della bella suor Isabetta (Carolina Crescentini) è risvegliata. Infine, la quinta novella ruota intorno all’amore devoto di Federigo (Josafat Vagni) per Giovanna (Jasmine Trinca), il quale è corrisposto solamente dopo che entrambi hanno perso tutto ciò che era loro più caro.

Un film che ad alcuni potrebbe sembrare costituito da novelle datate, in realtà porta una ventata di vita a storie d’amore attuali ancora oggi – e nel Maraviglioso Boccaccio queste storie d’amore si presentano nelle forme e nei colori più disparati.

Il film è distribuito internazionalmente da MK2, ed è una co-produzione italo-francese realizzata da Stemal Entertainment, Cinemaundici, Rai Cinema e Barbary Films.

(Tradotto dall'inglese)

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