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LOCARNO 2015 Signs of Life

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Deux Rémi, deux, una commedia delicatamente sovversiva

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- LOCARNO 2015: Il film di Pierre Léon, presentato al 68mo Festival del film Locarno nella sezione Signs of Life stupisce per il suo stile libero e audace

Deux Rémi, deux, una commedia delicatamente sovversiva

La coproduzione franco-svizzera Deux Rémi, deux [+leggi anche:
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del regista francese (nato a Mosca) Pierre Léon, presentata al Festival di Locarno, si insinua con grazia e delicata violenza formale nella mente dello spettatore, come un Pastis corretto al cianuro. Quello che cattura e seduce nell’ultimo film di Léon è la sua libertà di stile tra situazioni surreali e personaggi dal sapore seducentemente retrò.

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Rémi (perfettamente interpretato da Pascal Cervo) ha trent’anni e un lavoro modesto nella ditta del padre della ragazza che ama, in segreto. Malgrado una vita tranquilla, a tratti monotona, qualcosa non torna e si sente smarrito e spesso confuso. Un giorno, improvvisamente, tutto cambia e si ritrova a dover dividere il proprio quotidiano con il suo doppio, un altro Rémi, alquanto invadente e piuttosto arrogante. Chi è il vero Rémi? Chi riuscirà ad imporsi malgrado l’assurdità della situazione?

Deux Rémi, deux è una commedia fantastica, adattamento cinematografico de Il sosia di Dostoevskij. Tra atmosfere surreali deliziosamente brutali e situazioni ambigue dove nulla è come sembra, Pierre Léon dipinge le paure e le contraddizioni di una società borderline. Il suo ultimo film gioca con la realtà spingendo lo spettatore ad interrogarsi sulla propria percezione dell’assurdo. Malgrado l’irrazionalità della situazione l’entourage del protagonista reagisce con totale naturalezza all’arrivo del suo “doppio”. Niente sembra turbarli e al contrario questi si rallegrano di scoprire un Rémi più aperto e sicuro di sé. Involontariamente (ma forse nemmeno tanto) stanno dicendo al protagonista che preferiscono il suo “doppio”, sorta di alter ego socialmente più espansivo ed accomodante.

Pierre Léon si distacca con delicata violenza dal quotidiano, da quello che chiamiamo comunemente “realtà”, proponendoci una versione alternativa del mondo che ci circonda. Cosa si nasconde realmente dietro la facciata? Il mondo in cui viviamo è davvero così liscio e uniforme come appare? Malgrado l’apparente arificiosità delle situazioni, Deux Rémi, deux resta un film incredibilmente umano, delicatamente emotivo e sempre impeccabilmente elegante. Il risultato finale è impregnato da un gusto affermato per l’intrigo e i personaggi strampalati dall’umorismo “décalé”. Léon non cerca a tutti i costi di rappresentare una modernità che forse nemmeno gli interessa. Quello che lo intriga veramente sono le relazioni segrete che uniscono i personaggi, i misteriosi “non detti” che creano il caos. I dialoghi, leggeri ma sempre incisivi nella loro dimensione assurda, arricchiscono i personaggi con un “je ne sais quoi” di squisitamente francese. Un film libero e prezioso.

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