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VENEZIA 2015 Fuori concorso

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Everest, la visione verticale di Kormákur

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- VENEZIA 2015: Il dramma d'azione che apre stasera la 72ma Mostra del Cinema di Venezia non contribuisce allo sviluppo del cinema americano con un'estetica europea

Everest, la visione verticale di Kormákur
Jake Gyllenhaal in Everest

"It's not altitude, it's attitude". Attribuendo questa battuta alla star Jake Gyllenhaal nel dramma d'azione che apre stasera la 72ma Mostra del Cinema di VeneziaEverest [+leggi anche:
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, il regista islandese Baltasar Kormákur ha voluto definire il suo intervento registico in questa operazione hollywoodiana voluta dalla Universal Pictures. E' solo intrattenimento ad alti livelli, ragazzi, un climbing movie. Ma io vi offro il mio punto di vista verticale.

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Il fatto che Everest sia "basato su una storia vera" naturalmente rende il film più coinvolgente dal punto di vista emotivo, e se l'adrenalina scorre lenta a causa del freddo e i veri brividi da action movie sono ridotti al minimo, c'è sempre il lato umano. Magari non simpatizziamo per il medico di Denver depresso (Josh Brolin) che sborsa 65mila dollari per sentirsi più vivo a 8mila metri d'altezza e tornerà a casa senza naso né mani. Ma che dire della coraggiosa guida neozelandese (Jason Clarke) che muore per salvare uno scalatore dilettante proprio mentre la moglie a casa (Keira Knightley) sta per dare alla luce una bambina?

L'approfondimento psicologico dei personaggi si è però dissolto nell'aria rarefatta degli 8000 metri, dove aleggia solo l'interrogativo sul perché siano state utilizzate attrici notevoli come Emily Watson e Robin Wright in ruoli così inutili. 

Il fatto è che quell'11 maggio del 1996 sul versante sud dell'Everest tutto andò male, le funi non era fissate, le bombole d'ossigeno non erano cariche, gli sherpa non erano all'altezza della situazione e una bufera spazzò via molte vite. Kormákur documenta quell'ascesa drammatica ispirandosi alle cronache e ai libri dei sopravvissuti tra cui Jon Krakauer, giornalista del magazine Outside, che scrisse il best seller Into Thin Air. Krakauer è l'autore di Into the Wild, adattato per il cinema da Sean Penn nel 2007.

Ma il fascino di Everest in realtà sta tutto in quello stile da disaster movie anni 70 che Kormákur ha voluto consapevolmente imprimergli e che lo allontana sia dalla visione verticale tutta muscoli di Cliffhanger con Sylvester Stallone che dal rigore di The Wildest Dream

Baltasar Kormákur è uno dei tanti registi di talento del Nord Europa che decidono di fare "l'esperienza" degli Studios. Ma Everest non contribuirà certo a condizionare lo sviluppo del cinema americano con linguaggio, estetica e tematiche europee, come è successo nei primi decenni del Novecento e anche molto più di recente.

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