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VENEZIA 2015 Industria/Europa

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Il Mercato Unico Digitale e il sistema dell'industria audiovisiva europea

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- VENEZIA 2015: A Venezia il convegno organizzato da ANICA, European Producers Club (EPC), Direzione Generale Cinema del MiBACT

Il Mercato Unico Digitale e il sistema dell'industria audiovisiva europea
Silvia Costa al convegno tenutosi l'altro ieri a Venezia (© La Biennale di Venezia)

"Il mondo dell'audiovisivo è da sempre costretto a relazionarsi alle trasformazioni tecnologiche. Per un produttore le potenzialità dei nuovi mezzi di distribuzione costituiscono l'opportunità di raggiungere un pubblico diverso e sempre più grande". Con questa affermazione del presidente dell'ANICA Riccardo Tozzi ha definito il perimetro del convegno internazionale "Il Mercato Unico Digitale e il sistema dell'industria audiovisiva europea" tenutosi l'altro ieri a Venezia in occasione della 72. Mostra del Cinema.

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La necessità del convegno, a pochi mesi dalla presentazione, da parte della Commissione Europea, della Strategia per un Mercato Unico Digitale e alla vigilia di una possibile proposta di revisione della direttiva sul diritto d'autore è emersa per un analisi del possibile impatto della Strategia sul settore audiovisivo. Per questo l'ANICA, l'European Producers Club (EPC), la Direzione Generale Cinema del MiBACT, in collaborazione con la Mostra del Cinema di Venezia, ha invitato a ragionare sul tema le istituzioni italiane ed europee.

A preoccupare i produttori è soprattutto l'impianto generale della proposta, molto interessata all'allargamento dell'accesso ai contenuti da parte dei consumatori finali, ma poco attenta ai contenuti stessi e alla loro produzione.

"Il calcolo del rischio produttivo si basa sull'integrazione dei valori dei singoli anelli della catena distributiva - ha sottolineato Riccardo Tozzi. "Andrebbe piuttosto vietata la tendenza degli operatori a fare incetta di diritti anche senza usarli, per evitare che altri li usino. In ogni caso - ha aggiunto il presidente dell'ANICA - i nodi non si risolvono sognando tagli netti, ma sciogliendoli con pazienza e cognizione di causa. L'Europa - ha concluso Tozzi - ha un grande potenziale di raccontare la propria realtà. Dobbiamo stare attenti a non sgambettarci da soli con un finto modernismo".

"È molto importante che si sia aperto un dialogo tra la Commissione Cultura del Parlamento Europeo e il commissario europeo per l'economia digitale Oettinger, e tra la Commissione e gli operatori" ha riferito alla platea l'on. Silvia Costa, Presidente della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento di Strasburgo. "Lo scopo è superare quell'impostazione iniziale della strategia europea per il Digital single market che io stessa avevo giudicato sbilanciata sul lato del consumo e della circolazione di beni e servizi, e molto meno interessata alla produzione di contenuti e prodotti culturali e creativi anche dei produttori indipendenti e dei broadcasters pubblici Europei. Grazie a questa interlocuzione - ha aggiunto Silvia Costa - prendiamo atto con soddisfazione che è passato un atteggiamento più consapevole su quale sia il compito della strategia europea sul digitale e cioè creare il framework normativo, industriale e tecnologico che renda equo, trasparente, legale e competitivo il sistema audiovisivo europeo nel confronto globale e tuteli il diritto d'autore (che non coincide totalmente con la nozione di copyright in quanto implica anche diritti morali e l'integrità dell'opera) e bilanci questi aspetti con l'ampliamento dell'accesso alla cultura della cittadinanza digitale".

Dopo gli interventi di Nicola Borrelli, che ha testimoniato l'impegno del MiBACT nell'interloquire con la Commissione Europea per meglio calibrare le scelte, e di David Puttnam che ha invitato a fare di tutto per convincere la Commissione Europea a guardare all'intero processo e non alla singola necessità di facilitare l'accesso ai contenuti, Marco Chimenz in qualità di presidente EPC ha condotto la tavola rotonda che ha affrontato più da vicino i singoli aspetti della proposta strategica della UE, tra cui il geoblocking, la portabilità transnazionale e la vendita passiva dei diritti delle opere audiovisive. 

Tra i partecipanti Gina Nieri di Mediaset, Tinni Andreatta di Rai Fiction, lo stesso Riccardo Tozzi, ma anche operatori internazionali e, in rappresentanza della Commissione, Anna Herold, membro del gabinetto del commissario Oettinger, la quale ha rassicurato i presenti, affermando che il dialogo con le istituzioni europee è già avviato, e che sarebbe importante forse spostare il discorso su come il Mercato Unico Digitale possa creare nuove opportunità per l'intero settore audiovisivo e combattere a fondo la pirateria, colpendo non l'accesso del consumatore, ma chi ci guadagna.

"Se parliamo di armonizzazione europea e di mercato unico digitale allora dobbiamo affrontare subito anche il tema dell'interoperabilità delle piattaforme". Così il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli ha concluso il convegno.

"Servono una revisione profonda della direttiva media e la valorizzazione territoriale dei diritti, - ha aggiunto Giacomelli - ma l'Italia dell'audiovisivo non è certo al massimo delle sue possibilità di espansione internazionale. La nuova Rai che abbiamo in mente deve essere perno del sistema dell'audiovisivo e della creatività italiana". 

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