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VENEZIA 2015 Giornate degli Autori

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La prima luce: un padre in cerca di suo figlio

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- VENEZIA 2015: Vincenzo Marra torna a Venezia con un film toccante sul tema dei figli contesi, con protagonisti Riccardo Scamarcio e l’attrice cilena Daniela Ramirez

La prima luce: un padre in cerca di suo figlio
Riccardo Scamarcio e Daniela Ramirez in La prima luce

Il dramma di un padre cui è stato sottratto il figlio è al centro del nuovo film di Vincenzo Marra, che con La prima luce [+leggi anche:
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torna alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia dopo avervi già partecipato con L’udienza è aperta (2006) e Il gemello [+leggi anche:
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(2012). A dare volto al protagonista è Riccardo Scamarcio, intenso interprete di un personaggio, quello di Marco, con tante sfumature: avvocato cinico, padre amorevole, compagno distratto, e forse violento, uomo lacerato da una perdita forse irrimediabile.

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Marco vive a Bari con la sua compagna latinoamericana, Martina (l’attrice cilena Daniela Ramirez) e il figlio di 7 anni, Mateo (il piccolo Gianni Pezzolla). Il film ci introduce da subito nella quotidianità di questa famiglia: Marco e Martina sono genitori amorevoli e riempiono Mateo di attenzioni, ma tra loro due qualcosa si è spezzato da tempo. Martina è angosciata, le manca il suo paese, mentre Marco è preso dal suo lavoro e sembra dare tutto per scontato. Un giorno, al rientro da un viaggio di lavoro, Marco trova la casa vuota: Martina se n’è andata portando con sé Mateo, senza lasciare traccia. Da lì comincerà per questo padre una ricerca disperata, un viaggio che lo porterà fino all’altra parte del mondo.

Il film è diviso in due parti: nella prima, a Bari, lo spettatore vive il tormento di Martina in un paese che non è il suo e in cui, evidentemente, non si è mai davvero integrata, ascolta le sue ragioni (“in Italia non c’è futuro”), segue il suo piano di fuga; nella seconda parte, è Marco a ritrovarsi spaesato in una non meglio specificata metropoli sudamericana di sei milioni di abitanti dove, dopo aver consultato senza risultato polizia, avvocati e ambasciate, per ritrovare suo figlio non gli rimarrà altro che rivolgersi a un investigatore privato. Seguirà poi l’odissea giudiziaria, in cui la rabbia lascerà il posto al senso d’impotenza, e in cui bisognerà per forza fare un passo indietro e cedere qualcosa.

“Ogni anno, in Italia, mille bambini vengono sottratti da un genitore all’altro, nell’85% dei casi dalle mamme”, ci racconta Marra, “ma questo è un film che potrebbe essere ambientato ovunque. E’ un tema sofferto cui la giurisprudenza mondiale non è ancora riuscita a trovare una soluzione, e in cui spesso entrano in gioco strumentalizzazioni, avvocati che danno consigli sbagliati, giudici che non possono sapere che cosa succede dentro una casa…”. Il film di Marra rende conto di tutto questo, e poi ancora dell’incomprensione, i dubbi, gli ultimi momenti di tenerezza, tutti i contraddittori moti dell’anima che caratterizzano la fine di una storia d’amore. E lo fa con uno stile asciutto, con misura, evitando il debordare dei sentimenti: il modo più efficace per suscitarne.  

La prima luce, prodotto da Paco Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema e con il contributo del Mibact, sarà nelle sale italiane il 24 settembre con BIM. Le vendite internazionali sono affidate alla società statunitense Recreation Media.

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