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ROMA 2015

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“Ogni film invitato ha già vinto”: Monda presenta la nuova Festa di Roma

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- La 10a edizione, senza concorso, si terrà dal 16 al 24 ottobre. Tra gli ospiti, Jude Law, Wes Anderson, Todd Haynes, Pablo Larraín, William Friedkin, Joel Coen, Paolo Sorrentino

“Ogni film invitato ha già vinto”: Monda presenta la nuova Festa di Roma
Alaska di Claudio Cupellini

Niente concorso, né giurie, via le cerimonie d’apertura e di chiusura; un solo premio, quello del pubblico, e una selezione basata esclusivamente sulla qualità, non sui richiami del red carpet, per riscoprire l’essenza del cinema: “la condivisione, al buio, di un’emozione sullo schermo”. Ha le idee chiare il neo direttore artistico della Festa del cinema di Roma, Antonio Monda, su quello che dovrà essere la 10a edizione della manifestazione capitolina (16-24 ottobre). “Ogni film e ogni ospite è un vincitore nel momento in cui viene invitato”, ha affermato ieri alla presentazione del programma ufficiale a Roma. La Festa avrà una maggioranza assoluta di anteprime mondiali ed europee, ma anche solo italiane: “Ritengo assurdo e persino ridicolo che il pubblico debba privarsi della possibilità di vedere un film solo perché è stato proiettato in precedenza a New York o a Parigi”.

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Incontri, retrospettive e un’unica sezione ufficiale sono i cardini della nuova Festa di Roma. Agli “incontri ravvicinati” con registi, attori e grandi personalità della cultura già annunciati a giugno (leggi la news) si aggiungono quelli con Jude Law, Todd Haynes, Riccardo Muti e Paolo Villaggio; svelato inoltre il nome del regista, suo preferito, con cui dialogherà William Friedkin: è Dario Argento. Di Paolo Sorrentino, oltre a un inedito di 15 minuti parte del film collettivo Rio, Eu te amo, verrà riproposto, a chiusura della Festa, La grande bellezza [+leggi anche:
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intervista: Paolo Sorrentino
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con 40 minuti di scene inedite. Le retrospettive, curate da Mario Sesti, saranno tre: oltre a quella dedicata ad Antonio Pietrangeli e a quella annunciata nei giorni scorsi su Pablo Larraín (leggi la news), la Festa celebrerà la Pixar, a vent’anni dall’uscita del suo primo lungometraggio, Toy Story.

37 film in tutto (quasi la metà degli anni passati) compongono l’asciutta selezione ufficiale, e provengono da 24 paesi, di cui 11 europei. Includono opere di finzione, documentari, serie tv, con un'ampia scelta di generi. Gli italiani sono quattro: Alaska [+leggi anche:
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di Claudio Cupellini, un “melodramma estremo e fiammeggiante”, con Elio Germano; Dobbiamo parlare [+leggi anche:
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 di Sergio Rubini, commedia “tagliente che scava senza pietà nei protagonisti” con Fabrizio Bentivoglio e Isabella Ragonese; Lo chiamavano Jeeg Robot [+leggi anche:
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intervista: Gabriele Mainetti
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 di Gabriele Mainetti, su un pregiudicato di borgata che acquisisce dei super poteri, con Claudio Santamaria e Luca Marinelli; e il documentario di Gianni Amelio e Cecilia Pagliarani Registro di classe, un viaggio lungo più di un secolo tra insegnanti, bambini e genitori che raccontano la scuola dell’obbligo. 

E’ un documentario anche The Confessions of Thomas Quick [+leggi anche:
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del britannico Brian Hill, storia di un folle assassino con risvolti assurdi e sconcertanti. Si segnalano poi, oltre ai già annunciati Truth di Vanderbilt (news) e The Walk di Zemeckis (news), Eva no duerme [+leggi anche:
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di Pablo Agüero (Argentina, Francia Spagna), sul corpo di Evita Perón, fonte di conflitto per 25 anni, con Gael Garcia Bernal e Denis Lavant; The Propaganda Game [+leggi anche:
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dello spagnolo Alvaro Longoria, sulla guerra di propaganda in Corea del Nord, “una delle realtà più agghiaccianti del pianeta”, commenta Monda; il titolo danese Land of Mine [+leggi anche:
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intervista: Louis Hofmann
intervista: Martin Zandvliet
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di Martin Zandvliet, su un gruppo di giovanissimi prigionieri tedeschi deportati in Danimarca e costretti a sminare due milioni di ordigni disseminati dall’esercito nazista; Room [+leggi anche:
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del regista irlandese Lenny Abrahamson, fresco vincitore del premio del pubblico a Toronto; e gli statunitensi The End of the Tour, su David Foster Wallace, e Experimenter, sui controversi esperimenti comportamentali a base di scosse elettriche effettuati a Yale. E poi ancora, Junun di Paul Thomas Anderson, un “film concerto tra i più belli che siano mai stati fatti”, secondo il direttore; Office, “scintillante musical” diretto dal maestro del crime movie hongkonghese Johnny To; e tra le serie tv, la seconda stagione di Fargo.

Tra i tanti omaggi, quelli a Ettore Scola, Pier Paolo Pasolini, Stanley Kubrick (con la presentazione del documentario di Alex Infascelli S is for Stanley [+leggi anche:
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, protagonista quello che per più di trent’anni è stato l’autista personale del grande regista americano), e poi ancora Hitchcock/Truffaut, Frank Sinatra, Luis Buñuel e molti altri. La Festa di Roma rende omaggio anche a Virna Lisi, dedicandole il manifesto di quest’anno e istituendo un premio a lei intitolato che verrà consegnato l'8 novembre alla miglior attrice italiana dell'anno.

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