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Köpek, ritratto sincero di una Istanbul paradossale

di 

- Il primo toccante lungometraggio del regista turco-svizzero Esen Isik, presentato in prima mondiale allo Zurich Film Festival

Köpek, ritratto sincero di una Istanbul paradossale

Esen Isik, già vincitore nel 2012 del prestigioso “Quartz” per Du&Ich, presenta allo Zurich Film Festival Köpek [+leggi anche:
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,il suo primo lungometraggio, scorcio di una Istanbul prigioniera delle sue contraddizioni. Attraverso il racconto del quotidiano di tre personaggi “marginali” che lottano per trovare l’amore (o semplicemente un barlume d’umanità) in una città che li rigetta, Esen Isik ci propone il ritratto di un’intera società che si vuole moderna malgrado i preconcetti che rischiano di strozzarla. 

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Köpek condensa in una sola giornata tre destini: quello di Cemo, ragazzino di dieci anni che per aiutare la sua famiglia vende dei Kleenex per le strade della capitale, Hayat sposata con un uomo ultra possessivo per il quale non prova nessuna passione, ed Ebru, giunonica prostituta transessuale desiderata da tutti ma abbandonata dal solo uomo che ama. Tre personaggi “atipici” che sembrano navigare sulla superficie di una città ostile, impermeabile ad ogni diversità, impassibile di fronte a quelle debolezze che ci rendono umani. Ciò che accomuna queste tre vite è l’impossibilità di opporsi ad un destino avverso, crudele, fatto di privazioni e obblighi. Ma nel cuore di ognuno di loro brucia un bisogno d’amore, di riconoscimento, che non riescono più a reprimere. 

In un giorno apparentemente come tutti gli altri Cemo, Hayat ed Ebru decidono di ribellarsi, poco importano le conseguenze, ad una società che li ha resi invisibili. Con il suo Köpek,Esen Isik mette sotto i riflettori una realtà scomoda, così spesso relegata in secondo piano da essersi trasformata in ombra. Il suo è un film sottile ed allo stesso tempo crudo che registra i piccoli ma significativi passi dei suoi tre protagonisti verso una libertà utopica. Köpek lancia su Istanbul uno sguardo diverso, sincero e crudele. Ci insegna a riconoscere i piccoli, quasi invisibili, segni di un cambiamento necessario. Se la società non riesce a proteggere un bambino di dieci anni, sarà lui invece a salvare un cucciolo di cane orfano. Se nessuno osa lottare per un amore vero, sarà un transessuale a farlo. Se la libertà di amare non sembra essere riservata che agli uomini, sarà proprio una donna a rivendicarla a costo della sua stessa vita.

Un’opera prima forte che affronta senza fioriture le ingiustizie di una società complessa e paradossale.

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