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Flussi migratori e conflitti religiosi sotto i riflettori al Filmfest Hamburg

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- I film del 23° Filmfest di Amburgo affrontano una serie di questioni socio-politiche scottanti

Flussi migratori e conflitti religiosi sotto i riflettori al Filmfest Hamburg
da sinistra: il direttore del festival Albert Wiederspiel, Sina Ataeian Dena (sceneggiatore e regista di Paradiso), il produttore Yousef Panahi, l'attrice Farabi Kamran, l'attrice Dorna Dibaj e il produttore Amir Hamz (© Filmfest Hamburg/Martin Kunze)

Al Filmfest Hamburg (1-10 ottobre), i vari film in programma hanno affrontato temi scottanti quali i flussi di rifugiati e i conflitti religiosi. "Abbiamo istituito la nuova sezione Veto, che è stata sviluppata fuori dal nostro programma di film politici", ha riferito il direttore del festival Albert Wiederspiel.

La competizione Veto comprendeva il documentario di Sean McAllister A Syrian Love Story [+leggi anche:
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, su una famiglia siriana fuggita dalla propria patria; Qu’Allah bénisse la France! [+leggi anche:
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di Abd Al Malik, che narra di un giovane rapper francese che si converte all'Islam; e la satira politica My Internship in Canada di Philippe Falardeau (Monsieur Lazhar), in cui un membro indipendente del Parlamento si appresta ad essere l'ago della bilancia di un imminente referendum. Il documentario svedese Every Face Has a Name [+leggi anche:
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di Magnus Gertten, che racconta la storia di alcuni sopravvissuti all'olocausto di 70 anni fa, ha vinto il Premio al Miglior Film Politico. Al premio si aggiungono €5.000, donati dalla Friedrich-Ebert-Stiftung

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In totale, il festival ha presentato 172 film provenienti da 52 Paesi. Tra i lavori degni di nota, l'originale tragicommedia di Jaco Van Dormael Dio Esiste E Vive A Bruxelles [+leggi anche:
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intervista: Jaco van Dormael
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, che ha aperto l'evento. L'ospite d'onore del gala di apertura è stata l'attrice francese Catherine Deneuve, che si è aggiudicata il prestigioso Premio Douglas Sirk. Altro successo del festival è stata la co-produzione franco-turco-tedesca Mustang [+leggi anche:
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intervista: Deniz Gamze Ergüven
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di Deniz Gamze Ergüven, che è valsa al distributore tedesco Weltkino il CICAE Art Cinema Award, che comprende €5000 in supporto marketing. 

Il Premio alla Miglior Opera Prima è andato a Keeper [+leggi anche:
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intervista: Guillaume Senez ­
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del belga Guillaume Senez, che narra la storia di due adolescenti innamorati alle prese con una gravidanza inaspettata. Per la prima volta, il festival ha presentato una sezione Made in Hamburg con produzioni locali. Tra le anteprime mondiali, il road movie Stroppy Cow, Stubborn Ram [+leggi anche:
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di Johannes Fabrick, che aveva ottenuto la Green Shooting Card per la produzione sostenibile, rilasciata dalla Film Commission Hamburg.

Il Filmfest Hamburg si è concluso con la co-produzione tedesco-iraniana Paradise [+leggi anche:
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dell'autore-regista Sina Ataeian Dena, che offre una panoramica della società iraniana, dove gli uomini conservano ancora il monopolio del potere. "Non c'è una sezione principale al nostro festival," ha riassunto Wiederspiel. "Il pubblico locale sa che deve guardarsi intorno, un po' come un maiale da tartufo".

(Tradotto dall'inglese)

ArteKino
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