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GOLDEN ROSE FILM FESTIVAL 2015

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Face Down: la discesa negli abissi

di 

- Il terzo lungometraggio di Kamen Kalev ha ricevuto il Premio alla Miglior Regia al Golden Rose Film Festival

Face Down: la discesa negli abissi

Dopo Eastern Plays [+leggi anche:
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, Kamen Kalev approfondisce il mondo del traffico di esseri umani con Face Down, proiettato al Golden Rose Film Festival. Si tratta di un dramma su Samy (Melvil Poupaud), un francese arrestato per aver contrabbandato denaro falso dalla Bulgaria. Accetta un accordo con la polizia francese e usa i suoi contatti nel mondo della malavita bulgara per identificare gli elementi chiave di una rete di trafficanti di esseri umani che compra donne minorenni da Bulgaria e Turchia e le costringe a vendere il proprio corpo per le strade di città francesi e austriache.

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Con l'eccezione forse di Viktoria [+leggi anche:
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di Maya Vitkova, nessun film è più ambizioso di Face Down nella nuova generazione di film bulgari. Girato in varie città locali e francesi, il dramma esplora anche un mondo che non è mai stato mostrato così a fondo nel cinema bulgaro: le baraccopoli e i locali sordidi con la musica chalga a tutto volume, dove una ragazza può essere venduta per poche centinaia di euro e la polizia non ha alcun potere.

Aiutato da un'eccellente direzione artistica, costumi imponenti ed ottime interpretazioni, Kalev mostra un paesaggio sociale oscuro e molto realistico. Arrestato dalla polizia in un aeroporto in possesso di €100.000 in banconote false, Samy è destinato ad anni di carcere se non accetta l'accordo. Dopo aver rapito Elka (Seher Nebieva), prostituta zingara minorenne, Samy va a Sofia, dove deve affrontare il suo datore di lavoro, un gangster bulgaro, mentre indaga sulla rete di trafficanti di esseri umani che ha portato via Elka alla sua famiglia, mandandola all'estero. Una vera situazione "tra l'incudine e il martello", Face Down diventa lentamente una discesa negli abissi, mentre Samy è sempre percepito come un intruso in un mondo insulare dove solo il denaro, in grandi quantità, può consentire l'accesso.

La sceneggiatura di Face Down, scritta da Kalev insieme con Emmanuel Courcol (che ha inoltre scritto Welcome [+leggi anche:
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, nominato per dieci César nel 2010, anch'esso incentrato sul contrasto tra due diversi ambienti sociali), beneficia di una ricerca molto approfondita. È grintosa, oscura e violenta, e dà al pubblico l'impressione di stare veramente assistendo a un mondo in cui le madri vendono le proprie figlie e gli uomini sono pronti a pagare somme ingenti per fare sesso con una vergine. Purtroppo, sebbene Seher Nebieva sia la scelta perfetta per la parte di Elka, un personaggio la cui sicurezza e brillante futuro dovrebbero essere l'unica possibilità di riscatto per Samy, i due eroi percorrono un sentiero prevedibile, con interazioni ripetitive.

Ciò che funziona perfettamente in Face Down, tuttavia, è il messaggio che il mondo della mafia è un inferno da cui non si può sfuggire. Non ci sono separazioni sicure, poiché il suo contagio è resistente alla distanza, lasciando cicatrici incise in profondità nell'anima. Come una piovra con collegamenti su tutti i livelli, la malavita non si arrende, e i suoi obiettivi implacabili sono raggiunti tramite catene infrangibili, seppur immateriali: tossicodipendenza, ricatto emotivo, un certo senso di atmosfera familiare. L'estrusione può essere possibile, ma ne vale la pena?

Produzione maggioritaria francese, Face Down è prodotto da Le Pacte, con Left Field Ventures (Belgio) e Waterfront Film (Bulgaria) come co-produttori. Il film è uscito nelle sale francesi il 14 ottobre, distribuito da Le Pacte.

(Tradotto dall'inglese)

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