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La decisión de Julia: siamo solo ricordi

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- Il terzo film di Norberto López Amado è una riflessione emotiva sulla morte e i nostri pensieri, con protagonisti gli intensi Marta Belaustegui e Fernando Cayo

La decisión de Julia: siamo solo ricordi
Marta Belaustegui in La decisión de Julia

Norberto López Amado (Ourense, 1964) è stato nominato due volte ai Goya con i suoi film precedenti: la prima con Nos miran, nel 2002, per la miglior fotografia (di Néstor Calvo); la seconda, nel 2010, quando concorse per il Miglior documentario – insieme al co-regista Carlos Carcas – con ¿Cuánto pesa su edificio, señor Foster? [+leggi anche:
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. Nel frattempo, il cineasta si è misurato con i set delle serie tv e le telecamere dell’Agencia Efe Televisión. In base a questa sua esperienza, non ci si aspettava che il suo nuovo film, il dramma La decisión de Julia [+leggi anche:
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, presentato ieri nella sezione Punto de encuentro della 60ª Seminci, avesse il formato di una pièce da camera: la sua azione si svolge principalmente fra le pareti di una stanza d’albergo madrileno.

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E’ lì che arriva, in una notte triste, la protagonista, Julia (Marta Belaustegui), che riconosce il luogo: vi successe qualcosa, anni addietro, che desidera ricordare vividamente. Dopo poco bussano alla porta due sconosciuti che, prima di consegnarle un liquido che le permetterà di dormire per sempre, la invitano a considerare, per l’ultima volta, se sia davvero sicura di voler morire. A partire da quel momento, mentre si fa prendere dal sopore della chimica e il sonno eterno di impossessa del suo cervello, ricorderà i suoi incontri con l’uomo più importante della sua vita (Fernando Cayo).

Filmato in bianco e nero, La decisión de Julia è un film sui ricordi. Il giorno della nostra morte essi ricostruiranno la nostra vita e López Amado costruisce il suo film su questa idea: per questo si basa sui dialoghi tra i due attori principali che ricordano i momenti più importanti della loro complessa relazione, in cui segreti, bugie, sospetti e paure hanno determinato non solo un possibile destino insieme, ma anche altri aspetti fondamentali della loro esistenza, come il successo professionale, la fiducia reciproca o la stessa paternità.

Per raggiungere questo obiettivo, il regista si affida completamente ai suoi intensi attori, che senza alcuna vergogna si lanciano in un tour de force emotivo e intimo in cui l’improvvisazione, durante le riprese, ha avuto la sua parte. Questo sforzo dà come risultato positivo l’emozione scarna, però a volte cade in un eccesso di verbosità: solo alcune inquadrature escono dalle quattro pareti di questa stanza, dando così il respiro necessario a un dramma calmo, denso e misurato, ma eccessivamente teatrale.

Nonostante ciò, la forza del film sta nel guardare la morte in faccia e nello sdrammatizzare il fatto di voler decidere liberamente su di essa: un tema spinoso e quasi tabù affrontato spesso nel cinema recente (basta ricordare il danese Silent Heart [+leggi anche:
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), proprio perché il tema è più che mai sentito. López Amado lo espone con totale naturalezza, senza dare spiegazioni superflue sul perché la protagonista abbia deciso di porre fine ai suoi giorni: come segnala il titolo del film, è la sua scelta… punto.

La decisión de Julia è una produzione di Liquid Works, compagnia che ne gestisce anche le vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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