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The Survivalist: arrangiarsi in un mondo spietato

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- Il debutto di Stephen Fingleton è un thriller provocatorio e inquietante, presentato nella sezione Twilight Zone dello Stockholm Film Festival

The Survivalist: arrangiarsi in un mondo spietato
Martin McCann in The Survivalist

In un futuro distopico in cui la rete è crollata e l'umanità muore di fame, un uomo senza nome (interpretato da Martin McCann), noto come il survivalista e vestito appropriatamente, vive nella sua capanna nel bosco, cercando come può di arrivare al giorno successivo. La sua routine consiste nel piazzare trappole per orsi, raccogliere legna da ardere e uccidere e seppellire intrusi dopo aver frugato nelle loro tasche. Cura il suo piccolo appezzamento di colture e frutti di bosco nel suo giardino, fertilizzandolo con i cadaveri. Ma all'improvviso il suo mondo viene sconvolto quando Kathryn (Olwen Fouéré) e Milja (Mia Goth), la figlia adolescente, irrompono nella sua proprietà in cerca di cibo. La più grande, una donna misteriosa e sospettosa, propone che la figlia passi la notte con l'uomo in cambio di viveri e riparo. Indeciso se ucciderle o semplicemente tenerle con sé condividendo il suo raccolto, il survivalista deve fare una scelta in questo mondo post-apocalittico dove la gente è ben disposta a usare ogni mezzo di sopravvivenza, al fine di evitare di morire di fame.

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L'opera prima di Stephen Fingleton, The Survivalist [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, segue il suo cortometraggio SLR (2013), che ha vinto come Miglior Corto Irlandese al Festival di Foyle ed è stato nominato per un Academy Award, e Magpie (2014), una storia simile e triste su personaggi senza nome che combattono per sopravvivere in un ambiente in cui la dipendenza dal petrolio e la scarsità delle provviste alimentari hanno creato un mondo spietato in cui è quasi impossibile vivere. Dopo aver vinto un premio al Tribeca Film Festival come Miglior Nuovo Regista di Narrativa - Menzione Speciale della Giuria, dove anche ha avuto la sua anteprima mondiale, questo thriller provocatorio e inquietante sarà presentato nella oscura e macabra sezione Twilight Zone dello Stockholm Film Festival di quest'anno.

Di recente, i film distopici sembrano essere una delle mode attuali del cinema, in particolare quelli destinati agli adolescenti, con i quali hanno dimostrato di essere un incredibile successo al botteghino, generando una pletora di titoli simili. Tuttavia, andando al di là delle tematiche speculative e di quelle che sono, in qualche modo, parte del genere fantascientifico, The Survivalist è incentrato su un racconto minimalista di tre personaggi in un mondo ridotto e molto realistico. Non vi è alcuna colonna sonora, oltre a quella creata dai personaggi stessi, e i silenzi ci raccontano quello che hanno visto e sopportato; inoltre, la prima sezione del film non contiene alcun dialogo, dando al tutto un senso di traumatizzante claustrofobia. La rappresentazione nel dettaglio di quanto orribile e brutale questa realtà possa essere fa immediatamente avvertire allo spettatore la stessa minaccia che il survivalista si sente. Fingleton mette in evidenza il modo in cui l'eroe silenzioso e intensamente vulnerabile cerca spasmodicamente di avvertire segnali di pericolo, trasmettendo una sensazione di costante paranoia. Inoltre, la landa deserta in cui il fango e lo sporco coprono quasi tutto fisicamente ed emotivamente trascina lo spettatore in un ciclo infernale, in cui è concesso ogni tipo di minaccia, violenza e perversione sessuale.

(Tradotto dall'inglese)

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