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SIVIGLIA 2015

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Berserker: curiosità delusa

di 

- Titolo ironico per uno strano thriller che gira in modo sorprendente e rischioso attorno al suo tema, diretto da Pablo Hernando

Berserker: curiosità delusa
Julián Génisson in Berserker

Berserker, come lo stesso Pablo Hernando (Vitoria, 1986) ha affermato alla presentazione del suo secondo lungometraggio nelle sezioni Las Nuevas Olas e Resistencias – le più radicali, iconoclaste e di confine del 12° Festival del Cinema Europeo di Siviglia – è un guerriero vikingo, coraggioso e selvaggio, che si droga per andare in battaglia e non si tira mai indietro. Tutto il contrario di Hugo Vartan, il protagonista di questo atipico film noir (incarnato da Julián Génisson), uno scrittore che cerca una storia appetitosa per il suo prossimo libro e scopre che la sorella del fidanzato della sua coinquilina (Ingrid García Jonsson, la rivelazione di Hermosa juventud [+leggi anche:
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) è stata internata in un ospedale psichiatrico per aver, apparentemente, assassinato il suo compagno, avergli tagliato la testa con un coltello e averla attaccata al volante della sua auto.  

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Un simile inizio, in puro stile David Lynch, risveglia l’interesse non solo di Hugo, ma di chiunque si ritrovi a guardare questo film. Così, mentre il giovane comincia a indagare, seguiamo con curiosità le sue ricerche e i suoi interrogatori a gente vicina al decapitato e al suo possibile carnefice. In questa fase, Hernando coinvolge progressivamente lo spettatore – in un paesaggio madrileno desolante, lontano dalle immagini da cartolina – in un’atmosfera bizzarra, e al contempo ci fa ridere di alcune situazioni rocambolesche, con un umorismo ironico che emerge soprattutto dai dialoghi tra i due personaggi principali, in preda a una crisi tripla: economica, creativa e vitale.

In questi territori viaggia Berserker [+leggi anche:
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fino a quando uno scarto improvviso tanto realista quanto inaspettato non ribalta il cliché dell’investigatore pronto a tutto, e così ci ritroviamo con la nostra curiosità – quel motore che ci teneva col fiato sospeso – completamente delusa. Hernando rischia moltissimo a provocare un simile “coito interrotto”, gettando via ciò che è andato costruendo per un’ora. Ma è proprio questo che gli interessa: il dover accettare che non c’è una soluzione a tutto, e si serve drammaticamente di questa frustrazione per creare un altro messaggio narrativo. Il film ritrae un antieroe, un uomo normale come tutti noi, umili cittadini, che non è all’altezza della sfida che si è posto. Un maledetto perdente.

Se in Cabás, suo primo film, Hernando rendeva omaggio a Arrebato di Iván Zulueta e a Diamond Flash del suo maestro Carlos Vermut, in Berserker si è ispirato a Jurassic Park – “il mio film preferito in assoluto”, ha confessato a Siviglia – e a David Fincher: anche in Zodiac l’indagine non si risolveva in modo soddisfacente.

A Hernando interessa trasmettere un senso d’inquietudine, cosa che farà anche nel frammento che firma in Esa sensación [+leggi anche:
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 (leggi la news), film che ha girato insieme a Juan Cavestany e, di nuovo, Julián Génisson: nel suo segmento, una donna si innamora di oggetti urbani – una rotonda, un parchimetro o un ponte – il tutto raccontato senza dialoghi, solo con immagini e suono. Sembra che, come un berserker, questo cineasta non conosca la paura. 

(Tradotto dallo spagnolo)

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