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Virgin Mountain trionfa ad Arras

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- Atlas d’Oro per il film di Dagur Kári e Atlas d'argento per Thirst. Il progetto The Disciple di Ivan Ostrochovsky vince gli Arras Days

Virgin Mountain trionfa ad Arras
Virgin Mountain di Dagur Kári

Con un successo popolare crescente e più di 42.000 spettatori totali quest’anno, il Festival Internazionale del Film di Arras, che ha deciso in accordo con le autorità di proseguire sabato nonostante gli eventi che hanno colpito la Francia, alla conclusione della sua 16ma edizione ha premiato Virgin Mountain [+leggi anche:
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dell’islandese Dagur Kári (recente vincitore del Nordic Council Film Prize). Oltre l’Atlas d’Oro - Gran Premio della Giuria, il lungometraggio ha ricevuto la Menzione speciale per l’attore Gunar Jonsson.

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L’Atlas d’Argento per la sceneggiatura è stato attribuito a Thirst [+leggi anche:
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intervista: Svetla Tsotsorkova
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della bulgara Svetla Tsotsorkova (un’opera prima apprezzata a San Sebastian, nella sezione New Directors) e una Menzione speciale è andata a Home Care [+leggi anche:
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intervista: Slávek Horák
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del ceco Slavek Horak.

Nel palmarès sono presenti anche The Red Spider [+leggi anche:
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del polacco Marcin Koszalka (Premio della Critica), The Fencer [+leggi anche:
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intervista: Ivo Felt
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del finlandese Klaus Härö (Premio del Pubblico) e The Culpable [+leggi anche:
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del tedesco Gerd Schneider (Premio della Giuria Giovani).

Per quanto riguarda gli Arras Days, sette progetti inediti in via di sviluppo sono stati presentati a una giuria composta da tre professionisti europei (leggi la news), mentre una borsa di 10.000 euro offerta dal CNC è stata conferita a The Disciple dello slovacco Ivan Ostrochovsk. Il regista, già notato per i suoi primi due lungometraggi (Velvet Terrorists [+leggi anche:
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, che aveva co-realizzato, e soprattutto il pluripremiato Koza [+leggi anche:
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intervista: Ivan Ostrochovský
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, due titoli passati dal Forum della Berlinale nel 2014 e 2015), ha scritto una sceneggiatura dal soggetto molto originale mai affrontato nel cinema, la cui trama si immerge nel cuore di un seminario cecoslovacco all’inizio degli anni ’80 in un clima fosco tra la Chiesa e i servizi segreti dello stato comunista.

Sempre agli Arras Days, una seconda borsa di sostegno allo sviluppo, dotata di 5.000 euro dalla città di Arras, è andata al progetto Sister della bulgara Svetla Tsotsorkova (la cui opera prima, Thirst, è nel palmarès della competizione di questa edizione del festival) la cui trama traccia il quadro complesso e caloroso di una famiglia di un piccolo villaggio scombussolato dalle conseguenze di una bugia.

(Tradotto dal francese)

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