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Il Gran Premio Sopadin al miglior sceneggiatore per De toutes mes forces

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- La sceneggiatura di Christine Paillard e Chad Chenouga vince il premio Sopadin. Still shot ou la mort volée vince nella categoria Junior

Il Gran Premio Sopadin al miglior sceneggiatore per De toutes mes forces
Christine Paillard e Chad Chenouga (© Sopadin)

Riconoscimento molto apprezzato in un’industria cinematografica francese dalla scrittura troppo spesso sotto-finanziata e insufficientemente valorizzata, il premio Sopadin al miglior sceneggiatore ha presentato ieri sera la lista dei vincitori della 29ma edizione. Il Gran Premio è stato attribuito a De toutes mes forces [+leggi anche:
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, una sceneggiatura di Christine Paillard e Chad Chenouga (rivelatosi nel 2001 a Locarno nella sezione Cineasti del Presente con il suo primo lungometraggio 17 rue Bleue; selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs nel 1998 e Premio César nel 2000 per il migliore cortometraggio) che porterà sul grande schermo questo adattamento di un racconto autobiografico, scritto e messo in scena a teatro nel 2011. La trama è incentrata su Nassim, 16 anni, che perde la madre tossicodipendente e viene messo in un orfanotrofio in periferia. Ma si rifiuta di essere assimilato ai “casi sociali” che lo circondano. Si è inventato un’altra vita, simile a quella dei suoi amici del grande liceo parigino dove studia. Non c’è regione per cambiare. Le sue due vite, quella dell’orfanotrofio e quella del liceo, non devono incontrarsi per nessuna ragione... Il progetto è guidato da TS Productions.

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Il Premio Speciale della Giuria è andato a Après la guerre di Annarita Zambrano (italiana che vive a Parigi i cui cortometraggi sono stati selezionati a Berlino nel 2008, a Venezia nel 2009, alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2010 e in concorso a Cannes nel 2013) e Delphine Agut. La storia racconta l’assassinio di un giudice del lavoro che riapre vecchie ferite politiche tra Italia e Francia. Marco, giornalista ed ex-militante di sinistra, rifugiatosi oltralpe durante l’era di Mitterand, è obbligato a scappare con la figlia quindicenne. In una casa isolata nella foresta delle Lande, la loro vita cambierà per sempre, coinvolgendo anche quella di Anna, che a Roma si trova a dover pagare per i passi falsi di suo fratello... La produzione è garantita da Sensito Films.

Infine, la Menzione Speciale ha distinto Les Bienheureux [+leggi anche:
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 di Sofia Djama che ha per sfondo Algeri, qualche anno dopo la guerra civile, e come protagonisti Amal e Samir che hanno deciso di festeggiare il loro 20mo anniversario di nozze al ristorante. Durante il tragitto, tutti e due evocano la loro Algeria: Amal, attraverso la perdita di illusioni, Samir per la necessità di adattarsi. Allo stesso tempo il figlio Fahim e i suoi amici Feriel e Reda, vagano per un’Algeri che si richiude poco a poco su se stessa... La produzione è guidata da Liaison cinématographique.

Per quanto riguarda il 18mo Premio Junior alla migliore sceneggiatura, la vittoria è andata a Still Shot ou la mort volée di Iris Kaltenbäck, per la storia di Hannah, una fotografa-giornalista che torna da Gaza con una foto che potrebbe cambiare la sua carriera: quella di un soldato israeliano che sembra morto. Ma quando si prepara a pubblicarla, viene a sapere che questo soldato è disperso poichè non è mai stato trovato il corpo. Piena di speranza, sua madre Rébecca lo cerca assiduamente. Hannah parte per incontrarla e portarle la terribile notizia... La produzione è garantita da Geko Films.

Nella categoria Junior, il Premio Speciale è stato attribuito a Entre les bêtes di Chloé Chevalier (anche autrice dell’idea originale), Clément Schneider e Joseph Minster. Immersa in un’Europa devastata e condotta a una tecnologia e violenza arcaiche, la trama racconta l’incontro tra un lupo solitario interessato unicamente alla sua sopravvivenza e una femmina di cane, metà bestia, metà bambina selvaggia, prodotto misterioso di un lungo sequestro...

Presieduta da Julie Gayet, la giuria includeva Valérie Boyer (France 2 Cinéma), Sophie Dulac (Ecrans de Paris), Géraldine Gendre (StudioCanal), Blandine Masson (France Culture), Marie Maurice (M6 Films e SND), Nicolas Dumont (Canal+), Franck Weber (Gaumont), Renaud Delourme (Editions Montparnasse) e Pierre Murat (Télérama). 

(Tradotto dal francese)

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