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The Summer of Frozen Fountains: L’amore in una Tbilisi turistica

di 

- L’amore, tema principale del film, non riesce a imporsi sull’ambientazione nel film di Vano Burduli, presentato in concorso al Black Nights

The Summer of Frozen Fountains: L’amore in una Tbilisi turistica

Il secondo lungometraggio del regista georgiano Vano Burduli, The Summer of Frozen Fountains [+leggi anche:
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intervista: Vano Burduli
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, proiettato al Black Nights Film Festival, vuole presentare una visione complessa dell’amore nelle sue varie dimensioni nella città di Tbilisi. La capitale della Georgia rappresenta qui un personaggio forse ancora più importante di alcuni suoi protagonisti, la qual cosa conferisce al film una connotazione al limite della pubblicità turistica, sfruttando al meglio le lunghe e soleggiate giornate e facendo riferimento alla storia, alla fotografia e alla vita cittadina.

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Non c’è un protagonista principale nella sceneggiatura scritta dal regista in collaborazione con Dato Chubinishvili (famoso per Brides [+leggi anche:
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intervista: Tinatin Kajrishvili
scheda film
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, diretto da Tinatin Kajrishvili – a sua volta tra i produttori del presente film); tuttavia lo spettatore tende a simpatizzare con il tredicenne Nick, innamorato di Sally, la sua compagna di classe, a cui vuole fare un regalo molto speciale: un autografo di Bono, cantante degli U2. Ecco il motivo per cui Nick chiede a chiunque se conosce qualcuno in Irlanda. Il padre di Nick ha una relazione con una vicina mentre sua moglie, presentatrice in televisione, è in uno dei suoi numerosi viaggi di lavoro. Così Nick, per vendetta, di tanto in tanto sgonfia le gomme della macchina della vicina.

Un altro caso di adulterio vede implicato il ricco Gio, il quale scopre che sua moglie lo tradisce quando lei per poco rischia di rimanere ferita in un incidente stradale con un collega. Quando Gio le chiede da quanto tempo la storia andava avanti, lei gli risponde che hanno iniziato a vedersi dopo aver scoperto che lui per primo la tradiva.  

Brian, fotografo irlandese (Nick sarà entusiasta di sapere della sua nazionalità), in viaggio verso la città, fa visita a un anziano fotografo, il quale ha scattato foto dello stesso posto nel corso di molti anni, e incontra così sua figlia Anne. Nasce lentamente una storia d’amore che finisce in tipiche serate al lume di candela, accompagnate da un ben noto vino georgiano. I dialoghi tra un parlante inglese nativo e un personaggio la cui conoscenza della lingua deriva da soggiorni negli USA risulta innaturale in tutti i film, ma ancora di più in questo film, che dà molta enfasi all’ambientazione geografica. 

La sceneggiatura di Chubinishvili in Brides richiamava le tragedie dell’antica Grecia nel modo di trattare il tema principale. Qui la sua influenza è confinata a una sorta di coro e traspare attraverso i tre uomini di mezza età, che passano le loro giornate gironzolando per le vie e commentando il passato e le azioni di altri personaggi. 

Sebbene l’aspetto turistico-etnografico sia fin troppo presente nel film, ogni reparto svolge un lavoro di alta qualità. The Summer of Frozen Fountains, il cui titolo è il risultato di una metafora un po’ forzata, è coinvolgente e molto piacevole da guardare. Tocchi amari e dolci allo stesso tempo elevano il film al di sopra della generale assenza di profondità a cui i recenti titoli della produzione locale ci hanno abituato.

Co-produzione tra la georgiana Gemini e Studio 29+7 e la produzione russa Film Company CTB, The Summer of Frozen Fountains è distribuito a livello internazionale da Studio 29+7.

(Tradotto dall'inglese)

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