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SUNDANCE 2016

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Il Sundance annuncia diversi titoli europei in concorso

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- La selezione 2016 del Sundance comprende numerose produzioni e co-produzioni europee nelle sue varie sezioni

Il Sundance annuncia diversi titoli europei in concorso
The Lure di Agnieszka Smoczynska

Il Sundance Institute ha svelato la sua selezione per il Sundance Film Festival 2016, tra cui 120 lungometraggi provenienti da 37 Paesi diversi, con un enorme numero di opere prime e quasi 100 anteprime mondiali. In questa lista attesissima di film indipendenti, selezionati su un totale di 12.793 candidati in tutte le varie categorie, troviamo una forte presenza europea sia in termini di progetti di finzione che documentari, come spesso accade all'evento.

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La sezione World Cinema Dramatic comprende un totale di 12 film di "registi emergenti talentuosi di tutto il mondo", che "offrono nuove prospettive e stili ingegnosi". Tra questi, troviamo diverse produzioni e co-produzioni europee come Belgica [+leggi anche:
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intervista: Artemio Benki, Sylvie Leray
intervista: Felix Van Groeningen
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del pluripremiato regista e sceneggiatore Felix van Groeningen, che narra di due fratelli immersi nella vita notturna del Belgio; Halal Love (and Sex) [+leggi anche:
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, co-produzione tra Libano, Germania ed Emirati Arabi Uniti di Assad Fouladkar, raffigurante quattro storie interconnesse su dei musulmani devoti che cercano di unire le loro vite sentimentali e religiose; Mammal [+leggi anche:
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di Rebecca Daly, co-prodotto da Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi, un forte dramma sulla perdita, la violenza e l'amore non ortodosso; e il titolo polacco The Lure [+leggi anche:
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intervista: Agnieszka Smoczyńska
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di Agnieszka Smoczynska, vincitore del Premio alla Migliore Opera Prima al Festival di Gdynia, che si svolge in un contesto di feste da ballo a Varsavia nel corso degli anni '80. In questa sezione troviamo anche A Good Wife [+leggi anche:
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di Mirjana Karanovic, co-prodotto da Serbia, Bosnia e Croazia, che ruota intorno a una donna di 50 anni, che scopre il terribile passato di suo marito, apparentemente perfetto; Wild [+leggi anche:
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della regista tedesca Nicolette Krebitz, su una giovane anarchica che rompe con la civiltà e decide di vivere lontano da regole e convenzioni sociali; la produzione britannico-indiana Brahman Naman [+leggi anche:
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, un film non convenzionale diretto dal controverso regista indiano Q.; Much Ado About Nothing [+leggi anche:
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, una coproduzione franco-cilena diretta da Alejandro Fernández Almendras, che riflette sulle conseguenze di un incidente stradale in cui un giovane festaiolo investe un passante; o la coproduzione franco-israeliana Sand Storm [+leggi anche:
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 di Elite Zexer.

Sei degli 11 documentari annunciati (l'ultimo dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane) nella sezione World Cinema Documentary hanno anche un sostegno europeo, come ad esempio All These Sleepless Nights [+leggi anche:
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del regista polacco Michal Marczak, una riflessione sulla vita ambientata nelle strade di Varsavia; la produzione belga The Land of the Enlightened [+leggi anche:
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di Pieter-Jan De Pue, su un gruppo di bambini Kuchi in Afghanistan che lavorano nelle vecchie miniere sovietiche; e Sonita [+leggi anche:
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, co-produzione tra Germania, Iran e Svizzera diretta da Rokhsareh Ghaem Maghami (presentata in anteprima mondiale all'International Documentary Film Festival Amsterdam), che narra della diciottenne Sonita e del suo sogno di diventare una rapper famosa. A completare questa lista abbiamo The Lovers and the Despot [+leggi anche:
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dei filmmaker inglesi Robert Cannan e Ross Adam, un sensazionale documentario romantico-giallo su un famoso regista e la sua attrice/ex-moglie, rapiti dal dittatore ossessionato di cinema Kim Jong-il; The Settlers [+leggi anche:
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 di Shimon Dotan, co-prodotto da Francia, Canada, Israele e Germania, che offre una panoramica storica degli insediamenti ebraici in Cisgiordania; e la produzione anglo-americana-giapponese We Are X [+leggi anche:
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di Stephen Kijak, che racconta dei membri di una rock band rivoluzionaria giapponese 20 anni dopo il loro tragico scioglimento. Nella US Documentary Competition troviamo anche un paio di nomi europei: Kiki [+leggi anche:
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 della svedese Sara Jordenö e Uncle Howard [+leggi anche:
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, una produzione anglo-americana diretta da Aaron Brookner.

Robert Redford, presidente e fondatore del Sundance Institute, ha detto che tutti questi film e registi "sono uniti dalla forza delle loro storie e visioni", e saranno presto rivelati al mondo, "per cominciare il loro viaggio attraverso la nostra cultura". Il Sundance Film Festival 2016 si svolgerà dal 21 al 31 Gennaio a Salt Lake City, Utah.

(Tradotto dall'inglese)

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