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Motherland trionfa a Tbilisi

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- Il film della turca Senem Tüzen si è aggiudicato il Prometeo d’Oro, mentre Zaza Khalvashi ha vinto la competizione georgiana con Solomon

Motherland trionfa a Tbilisi
Motherland di Senem Tüzen

La 16ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Tbilisi, che si è aperta il 30 novembre con un nutrito programma, si è conclusa ieri sera con una cerimonia che ha incoronato Motherland [+leggi anche:
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con il Prometeo d’Oro al Miglior Film. 

La giuria, presieduta dalla cineasta britannica Martha Fiennes e composta dalla regista georgiana Salome Alexi, la direttrice artistica del Festival di Haifa Pnina Blayer, l’ex direttore dei festival di San Francisco, Tribeca e Abu Dhabi e della Cinémathèque Française Peter Scarlet e il consulente per il programma del Festival di Odessa Alik Shpilyuk, ha deciso di assegnare il premio al film turco diretto da Senem Tüzen e presentato alla Settimana della Critica dell’ultima Mostra di Venezia. Il film segue una donna borghese e metropolitana che torna al paese della sua defunta nonna per riprendersi da un divorzio e cercare di realizzare il suo sogno di scrittrice, confrontandosi con sua madre, conservatrice e disturbata, che si presenta inaspettata e rifiuta di andarsene. La giuria ha inoltre deciso di premiare con il Prometeo d’Argento del miglior regista Jonas Carpignano per il suo lavoro nell’acclamato Mediterranea [+leggi anche:
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, nominato di recente al Premio LUX. 

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Quanto al Georgian Panorama – la competizione dedicata alle pellicole nazionali – la giuria formata dallo storico del cinema e critico Ulrich Gregor, l’organizzatrice e programmatrice di festival Erika Gregor e il giornalista di cinema Hossein Eidizadeh, ha assegnato il Prometeo del Miglior Film a Solomon di Zaza Khalvashi, la storia di un musicista poco conosciuto e molto talentuoso che tenta di affermare la sua arte nella città rurale della costa del Mar Nero, nella Georgia post-sovietica. Il Prometeo del Miglior Documentario è andato invece a When The Earth Seems To Be Light… di Salome Machaidze, Tamuna Karumidze e David Meskhi, un documentario poetico sulla gioventù moderna, che narra una storia di ragazzini, skater, artisti e musicisti, sempre nella Georgia post-sovietica. Infine, il Prometeo del Miglior Cortometraggio è andato a Wake Man di Tornike Bziava.

La cerimonia ha anche celebrato il contributo al cinema mondiale di due personalità: il regista armeno Harutyun Khachatryan (The Wind of Emptiness, Return to the Promised Land, Documentarist) e la cineasta e politica georgiana Lana Ghoghoberidze (Day Is Longer Than Night) che hanno ricevuto un Prometeo d’Onore ciascuno. 

(Tradotto dall'inglese)

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