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Le Giornate di Soletta svelano il loro programma

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- Le Giornate di Soletta sono alle porte. Dal 21 al 28 gennaio, la città sull’Aar celebrerà il meglio del cinema svizzero fra nomi conosciuti e giovani promesse

Le Giornate di Soletta svelano il loro programma
Fragments du paradis di Stéphane Goël

La più bella città barocca della svizzera si trasforma, ogni anno per una settimana, nella capitale del cinema svizzero. Le Giornate di Soletta, arrivate alla loro 51ma edizione, celebreranno il meglio del cinema rossocrociato in un’esplosione di produzioni che spaziano dalla finzione al documentario, da film “consolidati” e già ricchi di un importante palmarès festivaliero a prime mondiali.

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Sono nove i film a concorrere per il prestigioso “Prix de Soleure”. In apertura del festival (e della competizione), Die Schwalbe [+leggi anche:
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di Mano Khalil, dramma familiare (e unico titolo di finzione in concorso) che si svolge nelle pianure mozzafiato del misterioso e conflittuale Kurdistan. Ad accompagnarlo otto documentari. Alcuni si dedicano a una ricerca più introspettiva: Das Leben drehen-Wien mein Vater versuchte, das Glück festzuhalten [+leggi anche:
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, primo lungometraggio di Eva Vitija, Fragments du paradis [+leggi anche:
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di Stéphane Goël e Zen for Nothing di Wernel Penzel che insegue una Sabine Timoteo in cerca di spiritualità; altri preferiscono optare per un’immersione sociale: pensiamo al pluripremiato Above and Below [+leggi anche:
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di Nicolas Steiner o a Wie die anderen di Constantin Wulff, che dipinge le condizioni di lavoro di un gruppo di psichiatri infantili. Ci sarà infine un terzo gruppo più direttamente politico: l’affascinante Citizen Khodorovsky di Eric Bergkraut, l’attualissimo Democracy-Im Rausch der Daten [+leggi anche:
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intervista: David Bernet
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di David Bernet o ancora Sila and the Gatekeepers of the Arctic della regista Corina Gamma che ci trasporta fino in Groenlandia, nel cuore del cambiamento climatico.

Saranno invece nove finzioni e un documentario, Swing It Kids [+leggi anche:
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di Fabian Kimoto, a contendersi il “Prix du public”. Fra questi, due toccanti ritratti dell’uomo (e padre) contemporaneo: Keeper [+leggi anche:
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intervista: Guillaume Senez ­
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 di Guillaume Senez, ormai habitué dei festival internazionali, e Nicht passiert [+leggi anche:
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di Micha Lewinsky, e quattro rappresentazioni dell’essere donna: l’affascinante Le miracle de Tekir [+leggi anche:
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di Ruxandra Zenide, Sibylle [+leggi anche:
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di Michael Krummenacher (uno dei fautori del film corale Heimatland [+leggi anche:
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intervista: Carmen Jaquier e Lionel Ru…
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), Le temps d’Anna
di Greg Zglinski e Lina [+leggi anche:
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di Michael Schaerer che svela un oscuro capitolo della storia svizzera.

Dulcis in fundo, la sezione “Panorama suisse” che rappresenta il vero e proprio cuore dell’avvenimento, vetrina del meglio del cinema elvetico dell’anno appena trascorso. I film presentati saranno ben 187: 18 prime mondiali, 3 prime europee e 8 prime svizzere. Per non citarne che alcuni (fra nomi conosciuti e giovani speranze), l’esplosivo Offshore-Elmer und das Bankgeheimnis di Werner Aschweizer, il tecnologico The Chinese Recipe mutig und klug di Jürg Neuenschwander e Pipeline, primo film del giovanissimo Gabriel Bonnefoy.

A coronare il tutto, la nuova sezione “Beyond Borders” destinata a rafforzare i legami fra il cinema svizzero e il resto dell’Europa. Numerosi saranno i critici europei invitati a dibattere su alcuni film svizzeri e quattro i festival internazionali che hanno accettato di presentare i momenti forti della loro programmazione.

Durante questa ricchissima settimana sarà inoltre presentato Dedication, ultimo film incompiuto del grandissimo regista svizzero Peter Liechti.

Ursina Lardi, attrice immancabile nel panorama del cinema elvetico, sarà quest’anno l’ospite d’onore.

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