Rester vertical (2016)
6.9 on the Richter Scale (2016)
Callback (2016)
Sámi Blood (2016)
Grave (2016)
Belle Dormant (2016)
Lady Macbeth (2016)
precedente
seguente
Scegli la lingua en | es | fr | it

BOX OFFICE Italia

email print share on facebook share on twitter share on google+

Crescono spettatori e incassi nel 2015, ma non la quota del cinema italiano

di 

- I biglietti venduti sfiorano i 100 milioni (+8,5% rispetto al 2014) e gli incassi aumentano del 10,7%. Il cinema italiano scende al 21,3% contro il 27,7% dell’anno precedente

Crescono spettatori e incassi nel 2015, ma non la quota del cinema italiano
Si accettano miracoli di Alessandro Siani

Soddisfazione a metà, da parte delle associazioni di settore, ieri alla presentazione dei dati Cinetel del mercato cinematografico italiano nel 2015. Se infatti il box office dell’anno appena concluso segna un recupero delle presenze totali in sala, lo stesso non si può dire della quota del cinema italiano. I biglietti venduti nel 2015 – come introdotto dal presidente di Cinetel Michele Napoli – sono stati 99,3 milioni, con un incremento dell’8,5% rispetto al 2014, e gli incassi sono stati pari a 637,2 milioni di euro, con un aumento del 10,7%. Diminuisce però la quota di mercato del cinema italiano che in termini di presenze nel 2015 scende al 21,3% contro il 27,7% del 2014, così come cala la quota dei film europei (dal 17,2% del 2014 al 15,5% del 2015), mentre sale quella del cinema statunitense, passata dal 49,6% del 2014 al 60% del 2015, su un totale di 473 film distribuiti, poco più dei 470 del 2014. 

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)EFM 2017 468x60

“Nonostante la moltiplicazione delle piattaforme, resta la voglia di cinema in sala”, ha commentato il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi, “ma il mercato italiano non si espande”. Tra le possibili cause, l’alto numero di film prodotti: nel 2015 sono stati 187, rispetto ai 171 del 2014, ma con le stesse risorse: 300 milioni. “Questa non è crescita, ma frammentazione”, ha aggiunto Tozzi, “il budget medio per un film italiano è di 1, 3 milioni di euro, nel 2012 era 2,2 milioni. Bisogna produrre in modo più mirato, far girare tante opere prime ai giovani con risorse inadeguate equivale a prenderli in giro”.

Decisamente positivo invece l’avvio del 2016: dal primo al 17 gennaio si sono registrati 14,9 milioni di biglietti staccati, +52,5% rispetto al 2015, e si sono incassati 103,5 milioni di euro, +57,4%. Questo grazie al fenomeno Quo vado? [+leggi anche:
trailer
making of
scheda film
]
, che da solo ha guadagnato ad oggi oltre 59 milioni di euro: “Facciamo tutti il tifo per Checco Zalone, ma un sistema che si basa su uno o due film è un sistema debole”, ha affermato Nicola Borrelli, direttore generale Cinema del Mibact, “i primi dieci film italiani più visti nel 2015 hanno incassato tutti insieme quello che Zalone ha incassato in 17 giorni”. Solo un italiano, d’altronde, figura nella top 10 dominata da Inside Out (oltre 25 milioni di incassi), seguito da Minions e Star Wars: Il risveglio della forza, ed è Si accettano miracoli [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Alessandro Siani, all’ottavo posto con 15,4 milioni.

Una migliore distribuzione dei film durante l’anno è tra le misure invocate da Carlo Bernaschi, presidente dell'Anem: “I film americani escono tutto l’anno, quelli italiani si ammassano in alcuni periodi, vampirizzandosi l’uno con l’altro”. A incidere sugli incassi anche la permanenza media nelle sale: “Alcuni titoli non restano più di una settimana, in pratica è come se non uscissero”, ha sottolineato Francesca Cima, presidente della sezione produttori dell'Anica, che ha posto inoltre l’attenzione sulla scarsa varietà delle proposte italiane rispetto a quelle d’Oltreoceano e sulla perdita di una precisa fascia di pubblico, quella dei giovani. Dal canto suo, Andrea Occhipinti, presidente dei distributori dell'Anica e fresco del successo come distributore de Il piccolo principe [+leggi anche:
trailer
making of
scheda film
]
(leggi la news) ha annunciato di star lavorando al lancio di film commerciali per giovani a partire da aprile e ha evidenziato come tra i primi 50 film del box office, nessuno sia a basso costo: “Non vuol dire che non si debbano produrre film piccoli, ma è importante avere anche titoli di alto valore produttivo, perché competiamo con il cinema mondiale”. Il presidente dell’Anec Luigi Cuciniello ha infine ricordato il successo di iniziative promozionali come Cinemadays, col biglietto del cinema a prezzo ridotto, “un’iniziativa che vorremmo stabilizzare, con due appuntamenti, ad aprile e ottobre”.

courgette oscar shortlist
 

ultime notizie

 

altre news

Newsletter

Follow us on

facebook twitter rss

suspi_2016_web300x250