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SOLETTA 2016

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Familienbruchstück, ritratto frammentato di una crisi familiare

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- Il primo lungometraggio di Natalie Pfister, presentato alla 51ma edizione della Giornate di Soletta, mette in scena una crisi familiare dai risvolti inaspettati

Familienbruchstück, ritratto frammentato di una crisi familiare
Una scena di Familienbruchstück

La giovane regista Natalie Pfister ha presentato nella sezione Panorama Suisse delle Giornate di Soletta il suo primo documentario Familienbruchstück [+leggi anche:
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, una sorprendente psicanalisi collettiva, sorta di catarsi familiare attraverso il mezzo filmico. Il film è stato nominato per il First Steps Award Deutschland 2015.

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Familienbruchstück ricostruisce la storia di una famiglia frammentata, dal divorzio dei genitori fino alla ricostruzione di un futuro nuovo e incerto. Lo sguardo di Natalie Pfister scruta l’intimità di un nucleo familiare diventato ormai instabile, in costante mutazione, con lucidità quasi clinica. La ricerca di una spiegazione plausibile che possa giustificare la rottura e il conseguente sgretolamento dell’unità familiare apre delle ferite che si pensavano cicatrizzate.

Il padre, la madre e i due figli in crisi rivivono il loro passato attraverso degli attori che li incarnano ed esprimono la loro sofferenza attraverso le loro stesse parole. Quello che rende il documentario di Natalie Pfister sorprendente è la scelta di far raccontare la storia della separazione a degli attori, sorta di testimoni fittizi di una crisi crudelmente reale. Familienbruchstück è la cronaca di un dramma collettivo, commentato dai protagonisti stessi che rivivono, impotenti, un passato che credevano dimenticato. Cosa si nasconde dietro la loro apparente nuova stabilità? Il dolore di un passato ancora troppo recente è realmente svanito?

Natalie Pfister ci propone delle piste per capire o per lo meno per entrare nel quotidiano di una famiglia che sembrava in apparenza perfetta ma che ha perso poco a poco il controllo. Il “filtro” emotivo rappresentato dal mezzo filmico permette ai nostri protagonisti di analizzare il loro passato con maggiore lucidità. Grazie a questa psicanalisi collettiva attraverso il cinema (vedere degli attori interpretare il proprio ruolo non dev’essere certo un’esperienza facile), la nostra giovane regista riesce a svelare i meccanismi che reggono e dirigono la vita di famiglia. Quando questi vengono meno l’edificio crolla e tutto dev’essere ricostruito, ma su quali nuove basi?

Familienbruchstück mette in scena in modo austero e minimalista un mondo interiore ricco di contraddizioni e fragilità. Il cinema come catarsi che permette ai nostri protagonisti di rivivere un dramma che credevano far parte del passato ma che in realtà continua a influenzare il loro presente. La regista svizzera gioca abilmente con i concetti di “realtà” e “finzione” grazie a un andirivieni costante tra immagini dei protagonisti reali del dramma, filmati in un decoro simile a una scena teatrale, e attori seduti comodamente sul divano di casa (quale casa?). Lo sguardo di questi ultimi è frontale, come se si rivolgessero direttamente a noi e al contempo ai protagonisti del dramma, in una sorta di ricerca utopica di obiettività. Un documentario sorprendente che svela i meccanismi nascosti di una famiglia alla deriva.

Familienbruchstück è prodotto dalla Zürcher Hochschule der Künste ZHdK e dalla Schweizer Radio und Fernsehen.

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