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Il ministero della Cultura rumeno riorganizzerà la rete di sale di proprietà statale

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- L'iniziativa del ministero può reintrodurre e implementare decine di sale cinematografiche in tutta la Romania

Il ministero della Cultura rumeno riorganizzerà la rete di sale di proprietà statale

Dopo aver annunciato un piano per riorganizzare il Romanian National Film Center e attuare una nuova legge sul cinema dall'ottobre 2016 (vedi news), il neo-nominato ministro della Cultura Vlad Alexandrescu affronterà una delle questioni più urgenti per il cinema rumeno: il calo della rete di cinema di proprietà statale. Amministrato dalla società statale RomâniaFilm, istituzione sotto l'autorità del ministero della Cultura, la rete controllava centinaia di cinema negli anni '90. Solo 16 sono ancora attivi nel 2016, il che rende la Romania, nonostante il recente afflusso di multiplex, il Paese europeo con il minor numero di schermi per abitante.

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Gestita da un consiglio di sette persone, RomâniaFilm avrà nuovi manager in primavera. Alexandrescu ha annunciato che al nuovo consiglio saranno dati tre mesi per elaborare una strategia coerente per riqualificare e reintrodurre almeno alcuni dei cinema d'essai in un Paese in cui città con ben 80.000 abitanti non hanno neanche un grande schermo. La questione è direttamente collegata all'incredibile diffusione della pirateria dei contenuti in Romania, ma anche al forte contrasto tra il successo internazionale dei film nazionali e la loro accoglienza deludente in casa: One Floor Below [+leggi anche:
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di Florin Şerban hanno totalizzato meno di 6.000 presenze nel 2015 (vedi news).

Sebbene in passato siano stati compiuti tentativi ufficiali di ringiovanire RomâniaFilm, e nel marzo 2014 la Romanian Film Promotion Association abbia lanciato "Save the Big Screen", una campagna atta a mettere pressione alle autorità per riparare e riaprire i cinema in rovina (vedi news), è stato fatto ben poco. L'iniziativa del ministero della Cultura, una chiamata alle armi per i professionisti del cinema locale disposti a salvare una parte importante del patrimonio culturale della Romania, è stato ritenuto "un primo vero passo verso la normalità" da Andrei Rus, rappresentante del ministero al consiglio del National Film Center. Rus ha inoltre aggiunto che finché la nuova gestione di RomâniaFilm non proporrà un piano, il ministero continuerà le trattative con le autorità locali, che sono gli attuali decisori vigenti in merito al destino di più di 100 cinema in tutto il Paese.

(Tradotto dall'inglese)

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