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BERLINO 2016 Panorama

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War on Everyone: due poliziotti (molto) ribelli

di 

- BERLINO 2016: Il nuovo lungometraggio di John Michael McDonagh si avventura nel campo del buddy movie scanzonato in modo convenzionale e a tratti ingegnoso

War on Everyone: due poliziotti (molto) ribelli
Michael Peña e Alexander Skarsgard in War on Everyone

No, il Regno Unito non si è trasformato improvvisamente in un deserto pieno di giocatori di biliardo in tuta da ginnastica, strip club gestiti da mafiosi, vaste distese illuminate tutta la notte, e droga e violenza a volontà. War on Everyone [+leggi anche:
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, la nuova pellicola del regista britannico di origine irlandese John Michael McDonagh presentato nella sezione Panorama Special della 66ª Berlinale, è, sebbene prodotta completamente con finanziamenti del Regno Unito (principalmente della londinese Reprisal Films), un’immersione nel Nuovo Messico che Breaking Bad ci ha già fatto conoscere. Una regione isolata degli Stati Uniti con tutti gli ingredienti summenzionati, cui McDonagh si abbandona in una frenesia di dialoghi ingegnosi, un montaggio sfrenato e una commedia beffarda (ma ben stilizzata). 

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Albuquerque è la cornice della storia di Terry Monroe (Alexander Skarsgard) e Bob Bolaño (Michael Peña), una coppia di poliziotti (sul piano professionale e amichevole, sia chiaro) che fanno delle tangenti, gli abusi d’ufficio, la corruzione e, in generale, il disprezzo del prossimo, il loro pane quotidiano. E non solo nel loro rapporto (o meglio, nella mancanza di esso) con i civil che li circondano, ma anche con la famiglia (di Bob, le cui doti paterne sono molto discutibili) e specialmente coi loro informatori (la coppia di giocatori di biliardo in tuta di cui si parlava sopra) e i loro nemici (capitanati da un androgino gestore di un club, interpretato da un magnifico Caleb Landry Jones, e un giovane inglese di alto lignaggio, Lord James Mangan, interpretato da Theo James). La situazione rocambolesca in cui sono trascinati Terry, Bob e il corteo di Lord Mangan permette quindi a McDonagh di approcciarsi alla commedia poliziesca e al buddy movie con una violenza sfrenata cui lo spettatore è pertanto abituato.

Violenza che è innanzitutto comica: senza andare troppo lontano, il film si apre con una scena in cui i due poliziotti investono un mimo, senza che quest’ultimo riesca ovviamente a proferire parola. L’umorismo di McDonagh impregna sostanzialmente il film più che il sangue: battute che non temono di sfidare razzismo, disabilità o misoginia, da un punto di vista eterosessuale, bianco e demenziale. Il regista canalizza questo sproloquio, ad ogni modo geniale e spiritoso, in una notevole fantasia visiva: certe scene denotano un gusto per la composizione e il colore, permettendosi di includere anche Christina’s World, quadro di Andrew Wyeth, come cenno alla solitudine e al possibile mistero che la circonda. Ma non di più: War on Everyone sta lì solo per intrattenere lo spettatore, dal primo minuto sino alla fine. La sua proposta non si articola su nulla di particolamente innovativo, ma le uccisioni, gli imbrogli e soprattutto l’umorismo di questi poliziotti ribelli manterranno sicuramente viva l’attenzione di coloro che si vorranno avvicinare al loro mondo corrotto. 

(Tradotto dallo spagnolo)

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