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The Dreamed Ones: il dialogo infinito dei poeti innamorati

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- La documentarista viennese Ruth Beckermann firma un film letterario inclassificabile che ridà corpo alla passione dei poeti Paul Celan e Ingeborg Bachmann

The Dreamed Ones: il dialogo infinito dei poeti innamorati
Anja Plaschg e Laurence Rupp in The Dreamed Ones

E’ un’esperienza singolare quella che propone l’agguerrita documentarista austriaca Ruth Beckermann in The Dreamed Ones [+leggi anche:
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scheda film
]
, un titolo svelato nella sezione Forum del Festival di Berlino il mese scorso, che ha da poco trionfato al Festival Diagonale del cinema austriaco di Graz (8-13 marzo) come miglior film di finzione (leggi l'articolo) e che si appresta a partecipare alla competizione internazionale del festival parigino del documentario Cinéma du réel. Questo titolo sfugge in effetti alle definizioni classiche, senza ostentazione né trucchi: fa il suo percorso tranquillamente, nella durata, e dando corpo a questa durata – quella della relazione appassionata tra il poeta Paul Celan e la poetessa Ingeborg Bachmann, nutrita per più di vent’anni da una corrispondenza a cuore aperto – costruisce un ponte tra lo spettatore e quelle voci letterarie colte dal vivo, attingendo la loro forza dalla loro vulnerabilità.   

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Alla fine degli anni ‘40, prima di stabilirsi a Parigi, il poeta ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento dove ha perso entrambi i genitori, incontra a Vienna l’autrice figlia di nazisti, all’alba della sua carriera. La loro passione, nutrita da lettere vere e parole scritte ma mai spedite, non si spegnerà mai malgrado la distanza che li separa gran parte del tempo, variando di pari passo con le loro rispettive vite. Queste continuano a svolgersi ognuna per conto proprio, ma Beckermann le presenta come eclissate dalla permanenza dell’amore dei due autori, anche dopo il suicidio del poeta rumeno. Qui, il legame immateriale tra gli amanti di penna è l’unica cosa concreta, palpabile. La regista lo incarna nelle voci di due attori (Anja Plaschg e Laurence Rupp) che leggono le lettere in uno studio di registrazione, e attraverso le loro reazioni personali tra una lettura e l’altra, durante le pause sigaretta, mentre sono sempre più penetrati dalle emozioni complesse di Paul e Ingeborg, sempre turbolente pur nella loro costanza.

Di fatto, nessuna eclatante epifania, qui: guardando gli attori che mentre leggono le lettere di Celan e Bachmann si lasciano prendere dalla passione che sprigionano, anche lo spettatore viene catturato, poco per volta ma in maniera irresistibile. Quello che The Dreamed Ones (prodotto dalla società della regista, Ruth Beckermann Filmproduktion) ci fa sentire, quello che il film ci fa percepire, è questo lembo di eternità, quel qualcosa di infinito che fa risuonare queste parole al di là delle distanze e della morte, che abita queste parole, ma che è impossibile verbalizzare. Così, attraverso questo “film parlato”, trasformando la parola in esperienza, Beckermann ne coglie la vera bellezza: quella, ineffabile, che scorre tra le parole. Un bellissimo omaggio al lavoro sul linguaggio che guidò tutta l’opera di Celan.

(Tradotto dal francese)

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