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Good Luck Algeria: un "feel good movie" sull’integrazione

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- Ad Vitam lancia oggi nei cinema francesi una commedia molto simpatica firmata da Farid Bentoumi e interpretata da un notevole Sami Bouajila

Good Luck Algeria: un "feel good movie" sull’integrazione
Sami Bouajila in Good Luck Algeria

Nel clima attuale regnante in Europa riguardo all’immigrazione, è piuttosto raro trovare al cinema film che trattino questa tematica senza cadere sistematicamente – con più o meno finezza – nel sociale e nella drammatica dicotomia arruolamento nel terrorismo/difficoltà dell’integrazione. Così, è una ventata d’aria fresca quella che porta oggi nelle sale Good Luck Algeria [+leggi anche:
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, primo lungometraggio di Farid Bentoumi, una commedia molto riuscita, divertente ma non facilona, senza pretese ma intelligente, distribuita da Ad Vitam.

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Determinato a raccontare una storia positiva d’immigrazione e a esplorare con benevolenza la questione della doppia nazionalità, il cineasta ha saputo trarre beneficio dal suo vissuto familiare ispirandosi all’avventura straordinaria di suo fratello, un giovane ingegnere di Grenoble che ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006, nello sci di fondo e sotto i colori dell’Algeria. Uno spunto abilmente rivisitato da una sceneggiatura (scritta dal regista in collaborazione con Noé Debré e Gaëlle Macé) che vede la piccola fabbrica di sci da competizione Duval diretta da Samir (Sami Bouajila – eccellente come sempre, in linea con le sue performance più note come in Indigènes [+leggi anche:
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, ecc.) e dall’ex campione Stéphane (Franck Gastambide), sull’orlo del fallimento nonostante la qualità eccezionale dei suoi prodotti.

Abbandonati dalla banca che consiglia loro di accettare la proposta di riscatto di un grosso produttore di equipaggiamenti, i nostri due amici tentano disperatamente di trovare una soluzione fino a quando Stéphane non propone un’idea "assurda": che Samir approfitti della sua doppia nazionalità per partecipare nello sci di fondo alle Olimpiadi sotto i colori dell’Algeria allo scopo di attirare l’attenzione dei media sul loro marchio. Ma se l’ottimismo di Stéphane ("sei l’unico algerino sulla neve, ti qualifichi di sicuro!") vince le reticenze iniziali di Sam, la scommessa è lungi dall’essere vinta sul piano sportivo (Sam non scia a quel livello da oltre 20 anni e per qualificarsi deve passare la soglia dei 15 km in un'ora alle prove di pre-selezione del circuito mondiale) e amministrativo (il comitato olimpico algerino deve dare il via libera). Comincia così un allenamento rigidissimo, con i parenti di Sam che oscillano tra irritato scetticismo (sua moglie incarnata da Chiara Mastroianni) ed entusiasmo pieno di orgoglio (suo padre e di riflesso tutto un ramo algerino della famiglia che Sam, che neanche parla l’arabo, scoprirà recandosi nel paese per la prima volta dopo tanti anni).

Prodotto da Frédéric Jouve per Les Films Velvet, Good Luck Algeria è coprodotto da Les Films du Fleuve (la società belga guidata dai fratelli Dardenne) e da France 3 Cinéma. Sostenuto dall’anticipo sugli incassi del CNC, il lungometraggio è venduto nel mondo da Films Distribution.

(Tradotto dal francese)

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