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BIF&ST 2016

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Amo la tempesta: il ratto dei cervelli in fuga

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- Un gruppo di genitori decide di rapire e riportare in Italia i figli emigrati all’estero nella commedia surreale diretta da Maurizio Losi, presentata a Bari nella sezione Nuove proposte

Amo la tempesta: il ratto dei cervelli in fuga

Può il dispiacere di un genitore che vede emigrare suo figlio all’estero trasformarsi in un piano per salvare l’economia italiana? E’ quanto accade nell’opera prima di Maurizio Losi, Amo la tempesta [+leggi anche:
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, una commedia surreale ambientata in una Milano di periferia abbandonata dai suoi giovani talenti, popolata da padri e madri malinconici che meditano di riportare a casa i propri pargoli – divenuti nel frattempo affermati ricercatori universitari – e rilanciare con loro l’economia di un Paese asfittico, l’Italia.

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Presentato al Bif&st di Bari (2-9 aprile 2016) nella sezione Nuove proposte italiane, Amo la tempesta è una commedia sì, ma dal tono dolceamaro, così come il volto del suo protagonista, Nando Paone (visto di recente in Un paese quasi perfetto [+leggi anche:
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). L’attore napoletano, sintesi di umorismo e fragilità, veste i panni di Angelo, autista di scuolabus separato dalla moglie e vessato sul lavoro, che non perde la speranza di trovare un impiego per suo figlio emigrato in Germania e farlo tornare a casa.

Ma quando scopre che altri genitori del suo quartiere sono nella sua stessa situazione, i piani cambiano: tanto vale unire le forze – dando vita a una vera task force che scheda i “traditori” in base a qualifiche professionali e percentuali di ingratitudine – e andarseli a riprendere, questi figli. Così Angelo, al grido di “riportiamo in Italia il nostro patrimonio”, parte col suo scuolabus alla volta della Germania dove, uno dopo l’altro, preleverà sette giovani sapientoni in camice bianco dalle loro villette a schiera, e li trascinerà in un bizzarro road movie legati e bendati (un vero e proprio ratto dei cervelli in fuga), visto che di tornare in Italia, loro, non hanno la minima intenzione. L’ultimo della lista sarà suo figlio… 

“Più che dare soluzioni economico-sociali, il film vuole raccontare il panorama emotivo dei genitori che vedono partire i propri figli”, spiega Maurizio Losi. “Un tema d’attualità transnazionale” affrontato con una buona dose di ironia e paradossi, qualche momento poetico anche, in un’opera che mette al centro il desiderio di tenere unite le famiglie. Una bella idea, che ha il sapore delle cose giuste ma irrealizzabili.

Tra i tanti interpreti di questo film girato tra l’Italia e la Germania, con il sostegno della Bayern Film Commission, ci sono anche Toni Sperandeo, per una volta non in un ruolo da cattivo, Maya Sansa, che per buona parte del film è solo una sensualissima voce, ed Eleonora Giovanardi, la giovane co-protagonista di Quo vado? [+leggi anche:
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. Prodotto da Exen Films, società del regista, Amo la tempesta uscirà nelle sale il prossimo autunno.

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