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Raymond Depardon guarda e ascolta in Les Habitants

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- Il celebre fotografo e cineasta traccia con efficace semplicità un ritratto del suo paese. Un documentario distribuito da Wild Bunch

Raymond Depardon guarda e ascolta in Les Habitants

Nuovo capitolo, oggi nelle sale, del percorso di Raymond Depardon nell’universo del racconto del reale con Les Habitants [+leggi anche:
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, un documentario per il quale ha attraversato la Francia in una roulotte-studio e dato la parola a coppie di persone anonime, privilegiando l’ascolto alla messa in scena. Un proposito che permette al regista di Délits flagrants (César del miglior documentario nel 1995), La Vie moderne [+leggi anche:
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(selezionato al Certain Regard cannense nel 2008 e premio Louis Delluc lo stesso anno) o ancora Journal de France [+leggi anche:
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(nominato al César 2013 del miglior documentario), di realizzare un’opera in cui la banalità del quotidiano e lo straordinario s’intrecciano con grande spontaneità e con una semplicità piuttosto rara nel panorama delle produzioni che cercano di ritrarre i francesi spesso incasellandoli in modo forzato o inciampando nel miserabilismo.

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"L’idea del film mi era venuta quando avevo fotografato la Francia dal 2004 al 2010", racconta Raymond Depardon. "Mi era piaciuto molto ascoltare le conversazioni per la strada e mi ero detto che bisognava assolutamente filmare quegli scambi, ma non in un modo qualsiasi. Dovevo creare un metodo per dare un’unità di sguardo su tutto il territorio. La soluzione è stata trasformare una piccola e semplice roulotte in uno studio ambulante, di installarla in prossimità dei luoghi di passaggio, vicino alla gente per strada, e di filmare in tutta la Francia. Accostavamo persone che fossero disponibili per una mezz’ora, per parlare davanti la camera dei temi che le motivavano, preoccupavano o entusiasmavano. Mentre svolgevano le loro conversazioni all’interno della roulotte, isolati dagli sguardi e dai rumori, seduti l’uno di fronte all’altro su sgabelli intorno a un piccolo tavolo, separati fra di loro da un’ampia finestra sulla strada, li filmavo di profilo. Il principio era di non far loro domande, di rassicurarli, poi di scomparire dietro un muro per farli parlare tranquillamente".

"Ho scelto una quindicina di città sparse per tutta la Francia. Città medie, come Charleville, Bayonne o Nizza, e una banlieue parigina. Non rimanevamo più di tre giorni in ogni città. Filmavamo da cinque a dieci coppie per tappa: gente che lavora, che prende il diploma, che si sposa, che divorzia, che vota, e che mi ha parlato di obiettivi nella vita, di storie d’amore... Parole in libertà, impossibili da inventare".

Prodotto da Claudine Nougaret per Palmeraie et Désert, Les Habitants è stato coprodotto da France 2 Cinéma, pre-acquistato da Ciné+ e sostenuto dall’anticipo sugli incassi del CNC. La musica è stata composta dal premio Oscar Alexandre Desplat. Il film è distribuito in Francia da Wild Bunch, che guida anche le vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

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