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La cena perfetta per corrompere Il ministro

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- Gianmarco Tognazzi interpreta un imprenditore senza scrupoli che mira a ottenere un appalto milionario nella black comedy diretta da Giorgio Amato, nelle sale italiane dal 5 maggio

La cena perfetta per corrompere Il ministro
Fortunato Cerlino, Gianmarco Tognazzi e Jun Ichikawa in una scena di Il ministro

E’ “ispirato a fatti probabilmente accaduti” il nuovo film di Giorgio Amato, ed è facile a credersi visto che Il ministro [+leggi anche:
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mette in scena un imprenditore che tenta di corrompere un politico per ottenere un appalto importante. Una storia da cronaca di tutti i giorni, insomma. Ma esattamente, come si corrompe un ministro? Ce lo racconta questa spietata black comedy che, nuova variazione sul tema della commedia a porte chiuse dove tutto accade in una notte, ci mostra poche ore nella vita di un industriale sull’orlo della bancarotta che tenta il tutto e per tutto per salvare la sua azienda, la sua bella casa e i suoi mille privilegi. 

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Droga, sesso e soldi, il tutto annaffiato dal miglior vino in circolazione e tanta compiacenza. Questi gli elementi che non possono mancare a una “serata perfetta”, quella che Franco Lucci (Gianmarco Tognazzi) organizza per ottenere i favori del ministro Rolando Ciardi (Fortunato Cerlino). Ma più che perfetta, la serata sarà tesissima: l’acidissima moglie di Franco (Alessia Barela), che è vegetariana, fa di tutto per boicottare il piatto forte della cena, il coniglio con le patate; il cognato e socio di Franco (Edoardo Pesce) parla a vanvera; la bella domestica sudamericana (Ira Fronten) è depressa perché l’indomani non avrà più un lavoro; e la escort ingaggiata per il ministro (Jun Ichikawa) in verità è una ballerina di burlesque e non ha la minima intenzione di prostituirsi.

Franco farà i salti mortali per tenere insieme i pezzi del suo impeccabile piano, ma questi gli si rivolteranno contro, uno a uno, e tutti i partecipanti a questa messinscena mostreranno il loro lato peggiore, in un valzer di meschinità che non risparmia nessuno. Una commedia cinica e senza speranza ispirata – come indica lo stesso regista – a I mostri di Dino Risi (1963), che come protagonista aveva proprio il padre di Gianmarco, il grande Ugo Tognazzi. “Ancora oggi la questione morale è un problema irrisolto e di stretta attualità, che riempie le pagine della cronaca giudiziaria”, osserva Amato, anche autore della sceneggiatura. “Ma la corruzione qui è la cornice, il vero tema del film è l’asservimento dell’essere umano nei confronti del potere”.  Un tema strisciante per tutto il film, che fa sorridere e disgusta al punto giusto. 

Prodotto da Golden Production, Il ministro è in sala da giovedì 5 maggio, distribuito da Europictures. Il film sarà al Marché du Film di Cannes nel listino di Adriana Chiesa Enterprises, che ne guiderà le vendite internazionali.

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