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CANNES 2016 Concorso

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Loving: in equilibrio sul filo della libertà

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- CANNES 2016: Coprodotto dal Regno Unito, Jeff Nichols fa una copia perfetta dei classici del cinema americano sulla lotta contro la segregazione razziale

Loving: in equilibrio sul filo della libertà
Joel Edgerton e Ruth Negga in Loving

I cugini anglosassoni britannici e americani sono da tempo felicemente coniugati nel campo dell’industria cinematografica: gli studios inglesi aprono spesso le porte ai blockbuster targati USA, che sono poi fieramente contabilizzati nella quota di mercato del Regno Unito, mentre gli attori britannici, grazie alla lingua comune, possono proiettare le loro carriere fino alla Walk of Fame hollywoodiana e facilitare di molto la loro ascesa al pantheon degli Oscar. Ma questa fedele relazione vede anche il Regno Unito impegnarsi regolarmente nella coproduzione, insieme al grande fratello americano, di progetti del miglior cinema d’autore statunitense "mainstream". E’ il caso di Loving [+leggi anche:
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di Jeff Nichols, svelato in concorso al 69° Festival di Cannes, un film che vede il regista 37enne proseguire col suo quinto lugometraggio la sua ascesa costante nelle vetrine dei grandi festival e la sua esplorazione metodica dei generi, adeguandosi nel frattempo a budget più sostanziosi e ad ambizioni pubbliche più vaste.

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Dopo il dramma familiare redneck shakespeariano di Shotgun Stories, il borderline paranormale realista Take Shelter (Grand Prix 2011 della Settimana della Critica), l'avventura moderna alla Mark Twain di Mud (in competizione sulla Croisette nel 2012) e il thriller road movie sovrannaturale intimista Midnight Special (in competizione quest’anno a Berlino), Jeff Nichols si dedica stavolta a un grande classico del cinema americano: il film sulla lotta contro l’ingiustizia della segregazione razziale. Ispirato alla storia che ha portato nel 1967 alla sentenza sul caso Loving v. Virginia della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato incostituzionale qualsiasi legge apportante restrizioni al diritto di matrimonio sulla base della razza degli sposi, il film vede il regista dispiegare tutte le sue doti (realismo e grande facilità di adesione ai personaggi delle classi popolari, senso dell’ellissi, del ritmo, dell’atmosfera e dell’evocazione emotiva) poiché conosce alla perfezione tutte le "astuzie" per far circolare i messaggi da trasmettere al pubblico, ma riesce a piazzarli abbastanza velocemente per non appesantire un soggetto già di per sé serio. Dosando gli ingredienti, traccia quindi con grande efficacia la storia d’amore e di lotta sul piano umano di Richard (Joël Edgerton) e Mildred (Ruth Negga) Loving, due innamorati di razze diverse il cui matrimonio nel 1958 nel vicino distretto di Columbia (per sfuggire alla legge che impedisce le unioni interraziali nella loro Virginia natale) li trascina in una battaglia di lungo corso di portata nazionale che va ben oltre il loro desiderio di vivere insieme, in famiglia, laddove sono nati. 

Dall’arresto all’esilio forzato, dall’entrata in scena degli avvocati della difesa dei diritti civili all’interesse mediatico sul loro caso, dalle minacce alla paura dinanzi alla montagna da scalare, passando per la forza del nucleo familiare (tema prediletto dal regista): con Loving, Jeff Nichols realizza una copia perfetta che dà tuttavia l’infima sensazione del primo della classe che passa brillantemente a un livello superiore. Un caso da seguire per sapere che strada sceglierà nella sua carriera questo cineasta iper dotato quando sarà il momento di tagliare con Spielberg (che sembra al momento avere i suoi favori) e Malick. Ma una cosa è certa: Jeff Nichols non avrà che l’imbarazzo della scelta.

Loving è venduto nel mondo da Insiders, la filiale americana di Wild Bunch.

(Tradotto dal francese)

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