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La puerta abierta: il fascino della maternità

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- Il primo lungometraggio di Marina Seresesky è stato accolto bene in competizione al Transilvania IFF, ed è un possibile candidato al Premio del Pubblico

La puerta abierta: il fascino della maternità

Sebbene si trovi ad affrontare una forte concorrenza (vedi news), l'opera prima di Marina Seresesky, La puerta abierta [+leggi anche:
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, ha una notevole possibilità di vincere uno dei premi più ambiti al 15° Transilvania International Film Festival (27 maggio - 5 giugno, Cluj-Napoca ): il Premio del Pubblico. È l'unico riconoscimento non deciso dalla giuria, ma dai voti del pubblico, e comprende un vantaggio interessante: il vincitore sarà distribuito nei cinema rumeni.

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Combinazione sagace, divertente e accattivante di dramma e commedia nera, La puerta abierta narra di Rosa (Carmen Machi), prostituta di mezza età che vive con la sua senile ma esuberante madre, Antonia (Terele Pávez), in una corrala, tipico edificio antico di Madrid. Tutti gli appartamenti si affacciano su un balcone comune, che è il palcoscenico per l'"intrattenimento": i vicini poveri come Rosa litigano ferocemente, ridono e si aiutano a vicenda sul balcone, vivendo a stretto contatto, come gli studenti di un dormitorio. Lo scenario sembra vero, e aiuta notevolmente lo spettatore a scoprire gli aspetti squallidi, a volte scioccanti, ma sempre colorati della vita di Rosa.

È Natale, e si potrebbe dire che poche cose sono più tristi di una prostituta di mezza età che cammina per le strade nel freddo della notte, ma la sceneggiatura della Seresesky non ha alcuna intenzione di chiedere la compassione dello spettatore. Rosa è un osso duro, ed è lungi dall'essere una sognatrice; prende solo le cose come vengono. Ma quando una vicina russa, prostituta anch'ella, muore di overdose, abbandonando Lyuba (Lucia Balas), una bambina di sette anni che si nasconde, spaventata da tutto il trambusto che circonda la tragedia, le cose in casa di Rosa cambieranno per la fredda eroina. Sebbene percorra esattamente il cammino che il pubblico si aspetta, la sua evoluzione sembra plausibile e commovente: la sceneggiatrice-regista trova molti modi per sorprendere lo spettatore e rendere il viaggio cinematografico memorabile.

Il talento della Seresesky per i dialoghi accesi e per ricreare l'ambiente sordido dove vive il personaggio fa sì che La puerta abierta ricordi lo spirito dei vecchi film di Pedro Almodóvar. La somiglianza è ancora più evidente quando Lupita (Axier Etxeandia) entra in scena. Travestito di due metri con un cuore d'oro e una lingua sarcastica, Lupita non è un personaggio principale, ma un vero cardine. In pratica ogni decisione presa dai personaggi principali dipende molto da Lupita, interpretata eccentricamente da Etxeandia, che si diverte, ovviamente, nella complessità e nell'esuberanza della sua parte. E non esattamente a caso, Lupita è quella che dimostra di essere la più materna. È un peccato, tuttavia, che la sceneggiatura non renda giustizia al personaggio, sbarazzandosene in un momento purtroppo poco plausibile.

Prodotto da Meridional Producciones (Spagna), La puerta abierta uscirà in Spagna il prossimo autunno. Ha già vinto il Premio per la Migliore Sceneggiatura al Festival di Guadalajara, e a marzo è stato proiettato al Sofia International Film Festival.

(Tradotto dall'inglese)

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