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Cessione Premium: è rottura tra Mediaset e Vivendi

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- Il gruppo italiano respinge una proposta alternativa di Vivendi e minaccia azione legale. Bolloré: "onoriamo i contratti"

Cessione Premium: è rottura tra Mediaset e Vivendi

A soli tre mesi dalla notizia (leggi l'articolo) che un accordo tra le parti sulla pay Premium fosse finalmente stato raggiunto, l’alleanza tra Mediaset e il colosso telco Vivendi fallisce e rischia di finire in tribunale. 

Respingendo una nuova proposta di Vivendi, e giudicandola "irricevibile perché incompatibile con il contratto vincolante già firmato", il consiglio di amministrazione di Mediaset tenutosi ieri ha dato mandato agli amministratori di "adottare tutte le opportune azioni finalizzate a ottenere l'adempimento del contratto da parte di Vivendi e, in caso di inerzia di quest'ultima, di agire in sede civile ed eventualmente anche penale a tutela degli interessi della società". L'accusa da parte della famiglia Berlusconi è che il "vero" e "non dichiarato obiettivo" del gruppo transalpino fosse quello di arrivare ad avere "una posizione di rilievo" in Mediaset "in modo surrettizio".

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L’accordo di aprile prevedeva una partnership da realizzarsi tramite scambio azionario: il 3,5% di azioni Vivendi in cambio del 3,5% di azioni Mediaset più l’89% di Premium (con il restante 11% in mano alla spagnola Telefonica da trasferire in un momento successivo). In aggiunta a ciò, una clausola di lock-up, in virtù della quale ciascuna società avrebbe dovuto detenere la partecipazione nell’altra per almeno 3 anni, e la possibilità in questi tre anni, per Vivendi, di passare dal 3,5% a -massimo- il 5% del capitale Mediaset. Ma nei giorni scorsi la società italiana ha comunicato la rinuncia di Vivendi al 100% della pay tv a fronte della proposta di un piano alternativo che ne riduca l'impegno al 20% del capitale e che, entro tre anni, la porti al 15% dell'intero gruppo italiano.

Vivendi dal canto suo vede sempre come raggiungibile un accordo con Mediaset sulla questione Premium ma "non accetta di essere accusata di non onorare i contratti" e "si riserva ogni azione per tutelare la sua onorabilità", compresa una causa per diffamazione. Un portavoce del gruppo francese controllato dal finanziere Vincent Bolloré ha spiegato all'agenzia ANSA che, in particolare, dall'analisi interna del business plan della pay tv di Mediaset sarebbe emersa una visione "troppo ottimistica" e di fatto irrealizzabile.

I primi sei mesi dell'anno hanno registrato un rosso di 27,8 milioni di euro per Mediaset, contro l'utile di 24,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Un danno finanziario che il management di Mediaset imputa all'intesa con Vivendi: nel secondo trimestre, si spiega una nota, "sono stati sostenuti esborsi di cassa una tantum, derivanti unicamente dalla firma del contratto pari a 34,6 milioni". 

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