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My Grandmother Fanny Kaplan : "La verità storica è fatta dal silenzio dei morti"

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- Il film dell'ucraina Olena Demyanenko, presentato a Odessa, offre un ritratto alternativo della donna che ha cercato di assassinare Vladimir Lenin nel 1918

My Grandmother Fanny Kaplan : "La verità storica è fatta dal silenzio dei morti"
Kateryna Molchanova in My Grandmother Fanny Kaplan

"Mi chiamo Fanny Kaplan. Oggi ho sparato a Lenin. L'ho fatto volontariamente". Queste parole sono conservate negli archivi della Ceka, la polizia segreta russa in merito al tentato omicidio del politico il 30 agosto 1918, che contribuì in gran parte allo scoppio della guerra civile. In My Grand Mother Fanny Kaplan [+leggi anche:
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, presentato a fine luglio nella competizione nazionale del Festival Internazionale del Film di Odessa, la regista ucraina Olena Demyanenko si impossessa di questa contro-figura storica, condannata a morte quattro giorni dopo, per presentare un quadro ben lontano dalla versione ufficiale sovietica.

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Il film si apre con le interviste di due presunti discendenti di Fanny Kaplan che mettono in dubbio le azioni della loro "ava", poiché sembra che 10 pagine del suo dossier personale siano state distrutte dalla Ceka. La sceneggiatura, scritta dalla regista e da Dmytro Tomashpolskyi non è un documentario intervallato da ricostruzioni storiche. Intreccia, partendo da elementi reali, una vera e propria scommessa narrativa. Racconta la fuga della ragazza a 16 anni per unirsi al partito della rivoluzione e il suo coinvolgimento in un attentato terroristico contro un funzionario dello Zar, gli anni nel campo di prigionia, la sua liberazione, le settimane trascorse a curare la cecità contratta durante la sua detenzione fino al momento chiave della sua vita, terminata con una fredda esecuzione. Per collegare questi punti storici, il film ritrae una giovane romantica e amorevole, nella tradizione delle eroine dei romanzi russi, guidate più dalla passione che dalle teorie anarchiche.

My Grandmother Fanny Kaplan indugia inoltre su un momento piuttosto sorprendente nella vita della rivoluzionaria, interpretata da Kateryna Molchanova: il medico che contribuisce a trattare la sua cecità con cui sembra avere una relazione non è altro che Dmitry Lenin, fratello del Vladimir che la donna tenta di uccidere un anno dopo. I panni del medico sono vestiti da Myroslav Slaboshpytskyi, regista di The Tribe [+leggi anche:
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, che ha anche ricevuto il Premio per la sua interpretazione a Odessa.

Passando da uno stile all'altro, dalle immagini sbiadite in stile film d'epoca alle scene di farsa o ad altre molto visive e moderne come le lepri che nuotano in un lago verso la fine del film, My Grand Mother Fanny Kaplan è stato girato a Kiev e Odessa nell'arco di tre anni - tra cui una pausa di un anno a causa di problemi finanziari - ed è prodotto da Gagarin Media Film Company, con il sostegno dell’Ukrainian Film Agency. La data d'uscita nazionale non è ancora nota.

(Tradotto dal francese)

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