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LOCARNO 2016 Fuori concorso

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Jean Ziegler, l’optimisme de la volonté cerca di scovare l'uomo dietro il personaggio

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- LOCARNO 2016: Per il suo ultimo film, Nicolas Wadimoff si attacca ad un personaggio intransigente che ha fatto del suo credo la sua unica ragione di vivere. “Hasta la victoria, siempre!”

Jean Ziegler, l’optimisme de la volonté cerca di scovare l'uomo dietro il personaggio

Già forte di un sentimento rivoluzionario bruciante, il giovane Jean Ziegler trova finalmente la sua vocazione dopo un (quasi mistico) incontro con il Che, nel 1964. Invece di portarlo via con sé, il comandante gli ordina di restare in Svizzera per combattere all'interno del “cervello del mostro capitalista”. Dicendogli ciò il Che gli salva la vita ed allo stesso tempo gli affida una missione che non ha mai abbandonato in 82 anni di vita. Nel suo film Jean Ziegler, l’optimisme de la volonté, presentato fuori concorso nel 69. Festival del Film Locarno, il regista svizzero Nicolas Wadimoff si attacca a questo personaggio intransigente che ha fatto del suo credo la sua unica ragione di vivere.

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Da allora il camaleontico Ziegler si è calato nei panni di numerosi personaggi: scrittore, professore, deputato e collaboratore di Kofi Annan, non ha mai smesso di perseguitare i fautori del morbo capitalista, i responsabili della fame nel mondo. Ma lui non è il Che, e questo lo sa bene. Tutto quello che gli resta da fare è onorare la promessa fatta al comandante, combattendo ancora e ancora con le armi che sa maneggiare alla perfezione: la parola che punta dritta al cuore, la lingua che taglia, lo sguardo che ammalia. Protetto dalla sua corazza d'intellettuale Jean Ziegler sembra riuscire a superare ogni tormenta, ogni dubbio che inevitabilmente lo attanaglia. Ma la sua fede reggerà al peso della realtà, quella di una Cuba che sta pericolosamente cambiando? Per saperlo non resta che recarsi nella sua terra sognata. E se il sogno si infrangesse? E se tutto non fosse che illusione?

Come lo ammette lo stesso Ziegler, la sua vita è stato un continuo spostarsi sulla tangenziale, lontano molto lontano da un confronto con se stesso, con il quotidiano che lo circonda. Munito delle sue convinzioni granitiche ha sempre avanzato dritto per la sua strada con il Che come guida, sorta di alter ego sognato dall'aurea quasi divina. Ricco della sua esperienza, Nicolas Wadimoff lo prende contropiede spingendolo a confrontarsi con la realtà nella realtà, cercando di scalfire la sua corazza a suon d'ironia e piccole, grandi provocazioni quotidiane. Chi si nasconde dietro il “guerrillero” Ziegler? A questa domanda il regista cerca di rispondere attraverso le immagini del suo film, momenti rubati ad un'agenda così fitta da non lasciare il tempo per riflettere alla propria missione, unico e vero obbiettivo di una vita che sembra correre troppo in fretta. È quindi proprio attraverso la lente cinematografica che Ziegler si rivela, che la sua immagine si demoltiplica, all'infinito, perdendosi nella complessità di un personaggio dalle mille sfaccettature (nascoste). Quando Ziegler si avvicina alla bacheca che racchiude la lettiga che ha portato il Che cadavere, il suo corpo si sdoppia, la sua immagine si riflette sul vetro, si sovrappone a quella della lettiga come a voler prendere il posto del corpo del Che. Al di là di tutti i suoi sforzi la delusione di non aver mai messo veramente i piedi sul campo di battaglia resta cocente, una ferita invisibile, un senso di colpa che non riuscirà mai a colmare. Wadimoff ci dice quello che Ziegler non intende svelare, parla con un linguaggio, quello del cinema, di cui solo lui conosce i codici. Affrontare Ziegler sul terreno della parola sarebbe stato impossibile, è quindi attraverso le immagini che il regista lo avvicina. Incapace di controbattere, il conferenziere cade nella trappola guadagnando un'umanità che gli calza a pennello.

Autlook Filmsales possiede i diritti mondiali del film.

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