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LOCARNO 2016 Concorso

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Marija, l'immigrazione attraverso gli occhi azzurri di una valchiria moderna

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- LOCARNO 2016: Il primo lungometraggio del regista svizzero Michael Koch è un ritratto senza concessioni di una donna pronta a tutto pur di raggiungere un'indipendenza troppo a lungo sognata

Marija, l'immigrazione attraverso gli occhi azzurri di una valchiria moderna
Margarita Breitkreiz in Marija

Marija è una giovane ucraina che sopravvive grazie a un lavoro come donna delle pulizie in un albergo di Dortmund. Il suo sogno è quello di aprire un salone da parrucchiera ed è per questo che ogni mese mette da parte un po' di soldi (nascondendoli in un luogo segreto nel suo fatiscente appartamento). Quando la direttrice dell'hotel decide di licenziarla il suo sogno sembra però andare in frantumi. Marija è costretta a cercare delle vie d'uscita non sempre legali per scappare da una situazione sempre più nera. Il suo corpo e i suoi sentimenti sembrano immobilizzarsi, pronti all'attacco come macchine da guerra decise a sacrificarsi per la causa.

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Per il suo primo lungometraggio, Marija [+leggi anche:
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intervista: Michael Koch
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, in concorso al 69. Festival del Film Locarno, Michael Koch sceglie il soggetto delicato e bruciante di attualità dell'immigrazione. Un'immigrazione al femminile capitanata da Marija (incredibile Margarita Breitkreiz), giovane donna dal fisico guerriero, che ha deciso di scappare dall'Ucraina verso una Germania immaginaria (e immaginata), dove tutto sembra possibile. La protagonista del film di Koch non è però guidata da una visione ingenua e fragile del mondo ma piuttosto da una forza misteriosa che sembra renderla immune al dolore, priva di sentimenti. Il suo universo interiore resta per lo spettatore segreto, inspiegabile. Cosa la spinge a rinunciare a un uomo che sembra amarla o per lo meno apprezzarla? Fino a dove si spingerà per raggiungere il suo sogno di indipendenza?

Michael Koch non ci propone solo uno sguardo nuovo sull'immigrazione, intesa come scelta cosciente dove la forza di carattere gioca un ruolo decisivo, agli antipodi del miserabilismo cliché di troppi film, ma anche e soprattutto un ritratto di una donna forte e decisamente risoluta. La cinepresa del regista svizzero bracca letteralmente la protagonista che sembra imprigionata in un mondo che non ha tempo per lei, un mondo irriverente e impermeabile alla miseria umana. Marija decide di rompere le sbarre che la imprigionano ma a che prezzo? Quello che rende la protagonista incredibilmente affascinante e misteriosa è giustamente l'ambivalenza del suo carattere: freddo ma estremamente attraente, calcolatore e al contempo umano. Marija è capace di giocare alla pari in un mondo dominato dagli uomini ,senza però perdere niente della sua identità, con coraggio e glaciale determinazione. L'unico uomo che sembra volerla aiutare, interpretato da un geniale Georg Friedrich, non riuscirà a smuoverla dal suo obiettivo finale. Il viso affaticato e l'apparente pacatezza di quest'uomo duettano con la bellezza elegante e lo sguardo intenso e appassionato di Marija.

Michael Koch ci regala con il suo ultimo film un ritratto diretto e (magnificamente) brutale di un mondo troppo spesso messo da parte. Una forza lavoro necessaria che vende il proprio corpo al miglior offerente, come se l'umanità fosse un lusso che non si possono più permettere. Un primo film esteticamente potente che promette interessanti sorprese.

Marija è prodotto da Pandora Film Produktion in coproduzione con ARTE, SRF, SRG SSR, Hugofilms Productions e WDR. I diritti internazionali appartengono a Luxbox.

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