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Godless: è possibile una redenzione?

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- LOCARNO 2016: La cineasta bulgara Ralitza Petrova scava nel mondo dei più sfortunati con il suo intenso film d’esordio

Godless: è possibile una redenzione?
Ivan Nalbantov in Godless

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, opera prima aspra e cupa della cineasta bulgara Ralitza Petrova, ha tutte le carte in regola per colpire la giuria del concorso principale del Locarno International Film Festival. Complice una fosca eroina e una serie di personaggi ultra-cinici, la giovane regista esplora il ventre molle delle classi subalterne della Bulgaria, un luogo impietoso dove gli squali della società approfittano di anziani indifesi.

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Godless è incentrato su Gana (l’eccellente Irena Ivanova), un’infermiera che si occupa di anziani. È inverno e venti gelidi spazzano le strade grigie di una non meglio identificata città della Bulgaria. Gana si prende cura degli anziani, li aiuta nelle loro incombenze, somministra loro le medicine. È chiaro sin dall’inizio che la protagonista non è la più affettuosa delle assistenti, ma presto scopriamo un lato ancor più inquietante del suo lavoro: ruba le carte d’identità dei suoi pazienti e le rivende, con l'aiuto del suo ragazzo, a una cerchia di criminali che le usano per truffe ed estorsioni.

Il primo particolare che notiamo in Gana è il vuoto dietro i suoi occhi grigi. Chiaramente disturbata, il suo unico piacere nella vita è stordirsi con la morfina che ruba a lavoro. Ma un giorno le capita di ascoltare il coro guidato da uno dei suoi pazienti, Yoan (Ivan Nalbantov). Queste voci angeliche che cantano di amore divino e redenzione, scuotono l’animo di Gana e dalle acque oscure della sua esistenza emergono emozioni che lei stessa stenta a riconoscere.

Mantenendo il focus sulla protagonista, Petrova esplora un mondo squallido in cui la povertà estrema si mescola alla malattia e alla crudeltà. Un mondo in cui le persone anziane non hanno alcuna considerazione da parte della società e non hanno da attendere altro che la morte. È il mondo della demenza in cui i pazienti di Gana raccontano spontaneamente i loro più preziosi ricordi; uno di loro parla della seconda guerra mondiale, un altro dei soprusi subiti sotto il regime comunista. Il messaggio è chiaro: non c’è un’epoca storica in cui i potenti non abbiano sfruttato i più deboli. E la democrazia, anche dopo decenni dalla fine del comunismo, non ha fatto niente per rimediare alle ingiustizie sociali.

Sostenuta dall'eccellente sound design di Peter Albrechtsen, Petrova usa i rumori e le musiche per condurre la sua eroina in un percorso che può cambiare la sua vita. Tra suono e musica sembra emergere una regola morale e Gana pare finalmente rendersi conto delle conseguenze di tutte le sue azioni.  Ma è possibile una redenzione nel sordido mondo di Godless? Il formato 4:3, che l’autrice usa per raccontare la storia di Gana, sembrerebbe suggerire di no, ma lo spettatore deve attendere le sequenze finali del film per esserne certo.

Prodotto da Klas Film in co-produzione con Snowglobe, Alcatraz Film e Film Factory, le vendite internazionali di Godless saranno gestite da Heretic Outreach. L’uscita in Bulgaria è prevista per l’autunno.

(Tradotto dall'inglese)

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