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Sette "Scoperte" nordiche per il Toronto Film Festival

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- I nuovi film di Rasmus Heisterberg, Gudmundur Arnar Gudmundsson, Juho Kuosmanen, Selma Vilhunen, Izer Aliu, Johannes Nyholm e Amanda Kernell saranno proiettati all'evento

Sette "Scoperte" nordiche per il Toronto Film Festival
In the Blood di Rasmus Heisterberg

Di scena dall'8 al 18 settembre, il Toronto International Film Festival ha scelto sette titoli nordici per la sua sezione Discovery, che presenta opere prime di registi emergenti con messaggi importanti: In the Blood [+leggi anche:
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intervista: Rasmus Heisterberg
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 del regista danese Rasmus Heisterberg, Heartstone [+leggi anche:
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intervista: Guðmundur Arnar Guðmundsson
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del regista islandese Gudmundur Arnar Gudmundsson, The Happiest Day in the Life of Olli Mäki [+leggi anche:
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intervista: Juho Kuosmanen
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del regista finlandese Juho Kuosmanen, Little Wing [+leggi anche:
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di Selma Vilhunen, Hunting Flies [+leggi anche:
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del regista norvegese Izer Aliu, e The Giant [+leggi anche:
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intervista: Johannes Nyholm
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e Sameblod [+leggi anche:
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intervista: Amanda Kernell
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dei registi svedesi Johannes Nyholm e Amanda Kernell.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)Cine Iberoamericano Int

Le selezioni si aggiungono a The Oath [+leggi anche:
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dell'attore-regista-produttore islandese Baltasar Kormákur e a La Comune [+leggi anche:
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intervista: Thomas Vinterberg
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di Thomas Vinterberg, che saranno presentati come Special Presentations (vedi news). 

In the Blood - esordio alla regia di Heisterberg, dopo aver co-sceneggiato film premiati di Nikolaj Arcel e Mikkel Nørgaard, tra gli altri - narra di uno studente di medicina (Kristoffer Bech) che divide un appartamento con tre amici durante i loro giorni di spensieratezza a Copenaghen. Non è pronto a dire addio al suo stile di vita fatto di feste, drink e ragazze da rimorchiare nella produzione Caroline Schlüter Bingestam (per Profile Pictures).

L'opera prima di Gudmundsson si svolge in un remoto villaggio di pescatori in Islanda. Gli adolescenti Thor e Christian vivono un'estate turbolenta, in cui uno cerca di conquistare una ragazza e l'altro scopre nuovi sentimenti verso il suo migliore amico. Il regista ha inoltre sceneggiato la storia, prodotta da Anton Máni Svansson e Gudmundur Arnar Gudmundsson, per Join Motion Pictures.

Il cortometraggio del 2014 della Vilhunen Do I Have to Take Care of Everything? è stato nominato per un Oscar. Il suo primo lungometraggio, Little Wing, sceneggiato dalla regista stessa e prodotto da Kai Nordberg e Kaarle Aho per Making Movies, vede protagonista la pop star finlandese Paula Vesala e l'emergente Linnea Skog e narra di una dodicenne, Varpu, che intraprende una ricerca improvvisa per trovare il padre biologico. 

The Happiest Day in the Life of Olli Mäki di Kuosmanen, che ha vinto il Premio Un Certain Regard a Cannes quest'anno, è la vera storia di Mäki (Jarkko Lahti), primo Finlandese della storia a partecipare al campionato del mondo di pugilato nei pesi piuma. Perse il match al secondo round per knock-out in uno stadio affollato, ma pensò ugualmente che fosse il giorno più bello della sua vita. Jussi Rantamäki lo produce per Aamu Film Company

Hunting Flies - sceneggiato e prodotto (con Khalid Maimouni, per Storyline Pictures) da Aliu - è ambientato in una scuola macedone, in cui l'insegnante idealista Ghani (Burhan Amiti, unico attore professionista del film) perde il lavoro quando un nuovo partito politico subentra al governo. Cerca di riprenderselo bloccando a scuola i suoi allievi e costringendoli a risolvere un conflitto annoso tra i loro paesini. 

Prodotto da Lars Lindström, per Nordisk Film Production, Sameblod della Kernell - che l'ha anche sceneggiato - ha per protagonista Lene Cecilia Sparrok nei panni di una Sámi quattordicenne allevatrice di renne, che nella Svezia degli anni '30 è vittima di razzismo e costretta ad esami biologici in collegio; per avere una vita migliore deve diventare un'altra persona e rompere tutti i legami con la sua famiglia e la sua cultura.

Scritto e diretto da Nyholm, The Giant narra del trentenne Rikard, autistico e gravemente sfigurato, che vive in una casa per disabili. Separato dalla madre dall'età di tre anni, evento che lo tormenta ancora, si rifugia in un mondo fantastico, in cui è un gigante di 50 metri di altezza. Christian Andrén è il protagonista della produzione di Maria Dahlin per Garagefilm International.

Infine, il documentario del regista svedese Kasper Collin I Called Him Morgan [+leggi anche:
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, che sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Venezia, sarà di scena anche a Toronto. Racconta la storia del leggendario trombettista jazz Lee Morgan, ucciso con un colpo di pistola dalla sua compagna Helen durante una performance allo Slug's Saloon nell'East Village di New York nel febbraio 1972. Collin ha inoltre prodotto il film con la sua società, con il centro cinematografico regionale svedese Film Väst.

(Tradotto dall'inglese)

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