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VENEZIA 2016 Cinema nel Giardino

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Torna Gabriele Muccino e ha L'estate addosso

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- VENEZIA 2016: In prima mondiale alla Mostra, il decimo film del regista romano su due adolescenti italiani che vanno a trascorrere l'estate negli Stati Uniti

Torna Gabriele Muccino e ha L'estate addosso
Joseph Haro, Taylor Frey, Matilda Lutz e Brando Pacitto in L'estate addosso

L'inquadratura con il dolly - il suo marchio di fabbrica - c'è. Proprio nella scena d'apertura. E ci sono anche i buoni sentimenti, e i drammi piccolo-borghesi. Con L'estate addosso [+leggi anche:
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, in prima mondiale alla Mostra di Venezia (nella sezione Cinema nel giardino) e nelle sale italiane da 15 settembre con 01, Gabriele Muccino è tornato a casa, ma solo a metà. Dopo una decennale carriera hollywoodiana, ha girato una produzione italiana (Indiana in collaborazione con Rai Cinema, budget 5.8 ml di euro) in lingua prevalentemente inglese su due adolescenti italiani che vanno a trascorrere l'estate negli Stati Uniti. L'estate addosso indugia infatti solo per pochi minuti a Roma per poi trasferirsi a San Francisco, New Orleans e Cuba. Un coming of age movie un po' on the road che riporta il cinema del regista romano ai tempi di Come te nessuno mai, del 1999, ritratto adolescenziale molto autobiografico su un gruppo di liceali romani, applaudito proprio qui alla Mostra.

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Il protagonista e voce narrante de L'estate addosso, Marco (Brando Pacitto), il liceo l'ha appena terminato e non ha nessuna idea di quale possa essere il suo futuro. Un amico con le idee più chiare parte per la California e lo invita a raggiungerlo. Marco si ritroverà sull'aereo per San Francisco con una detestata compagna di classe, Maria (Matilda Lutz, L'Universale [+leggi anche:
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), detta "la suora" e con un padre sospettato di collezionare discorsi di Mussolini in vinile. A attenderli e ospitarli c'è una coppia gay, Matt (Taylor Frey) e Paul (Joseph Haro). Marco è affascinato dalla coppia, Maria, bigotta diciottenne, è disgustata.  Ma quando i due cominciano a raccontare la storia del loro burrascoso incontro, nell'Americana puritana del sud, qualcosa avvicina rapidamente i 4 giovani.

Nel decimo lungometraggio di Muccino non è rimasto nulla dello scetticismo e disincanto generazionale de L'Ultimo bacio, il film che nel 2001 lo aveva improvvisamente consacrato e arricchito in Italia, regalandogli un premio del pubblico al Sundance, una distribuzione negli States e un mediocre remake oltreoceano.

Ne L'ultimo bacio si rispecchiava una generazione di trentenni in fuga da se stessi, oggi l'audience del film di Muccino è quella nata con il nuovo Millennio. Il titolo del film è tratto dall’omonima canzone di Lorenzo Cherubini-Jovanotti, di cui Gabriele Muccino aveva diretto l’anno scorso il video clip (15 milioni di visualizzazioni su Youtube) e che ha curato l’intera colonna sonora del film.

L'estate addosso è venduto all’estero da Rai Com.

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