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TORONTO 2016 Francia

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Il cinema francese è presente in tutte le sezioni a Toronto

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- Si prevede la proiezione di 30 produzioni di ampio budget e 34 minori, comprese pellicole di Bercot, des Pallières, Ozon, Bonello, Quillévéré, Zlotowski, Assayas e molti altri

Il cinema francese è presente in tutte le sezioni a Toronto
La Fille de Brest di Emmanuelle Bercot

L’incredibile varietà della produzione cinematografica francese e la sua apertura alla scena internazionale sono ancora una volta di scena nel programma del 41° Toronto Film Festival (8-18 settembre 2016), con la presenza di ben 64 titoli prodotti o coprodotti dal paese. Il gran numero di compagnie di vendita internazionali francesi approfitteranno senza dubbio del trambusto al di là dello schermo per rilanciare tenendo conto che i loro listini comprendono anche film di altri paesi.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)Cine Iberoamericano Int

A farsi notare particolarmente nel florido menù offerto a Toronto sono le première mondiali e già ampiamente annunciate di La Fille de Brest [+leggi anche:
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 di Emmanuelle Bercot e Orpheline [+leggi anche:
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di Arnaud des Pallières, che verrà proiettato nella sezione Special Presentations.

Beneficeranno dei riflettori anche tre titoli francesi presenti in gara al festival: la principale produzione francese, Le Secret de la chambre noire [+leggi anche:
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, del regista giapponese Kiyoshi Kurosawa avrà la sua prima mondiale proprio qui, l’affascinante Nocturama [+leggi anche:
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intervista: Bertrand Bonello
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 di Bertrand Bonello verrà presentato a livello internazionale e il commovente Réparer les vivants [+leggi anche:
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intervista: Katell Quillévéré
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 di Katell Quillévéré emozionerà dopo il recente passaggio a Venezia.

Un'altra pellicola che arriva direttamente dal Festival di Venezia è Planetarium [+leggi anche:
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intervista: Rebecca Zlotowski
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 di Rebecca Zlotowski (con l’attrice Natalie Portman a richiamare l’attenzione), che godrà di una proiezione durante il Gala a Toronto. Il sublime Frantz [+leggi anche:
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Q&A: François Ozon
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 di François Ozon, anch’esso presentato al Lido, è stato selezionato nelle Special Presentations in cui rientra anche L'Avenir [+leggi anche:
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Q&A: Mia Hansen-Løve
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 di Mia Hansen-Love,premiato a Berlino. Mentre Personal Shopper [+leggi anche:
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intervista: Artemio Benki
intervista: Olivier Assayas
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 di Olivier Assayas, tra i vincitori a Cannes, e A jamais [+leggi anche:
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 di Benoît Jacquot comporranno la line-up della sezione Masters, la generazione emergente di registe francesi sarà rappresentata nella sezione Discovery dal vincitore della Caméra d’Or a Cannes, Divines [+leggi anche:
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intervista: Houda Benyamina
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 di Ouda Benyamina, e da Grave [+leggi anche:
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intervista: Julia Ducournau
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 di Julia Ducournau nella sezione Midnight Madness. Infine il programma Contemporary World Cinema offrirà agli spettatori Le Ciel attendra [+leggi anche:
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 di Marie-Castille Mention-Schaar (acclamato dal pubblico a Locarno) e la sezione Kids del Festival punterà i riflettori sull’eccellente pellicola animata Ma vie de courgette [+leggi anche:
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intervista: Claude Barras
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 di Claude Barras (una produzione franco-elvetica) e l’appassionante Jamais contente [+leggi anche:
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 di Emilie Deleuze.

Tra le altre 15 grandi produzioni francesi in programma emergono le prime mondiali di Corps étranger [+leggi anche:
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 del regista tunisino Raja Amari (nella sezione Special Presentations) e La caja vacía della regista messicana Claudia Sainte-Luce (in Discovery), cui si aggiungono le prime a livello internazionale di Wulu [+leggi anche:
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 del regista del Mali Daouda Coulibaly e Jesús [+leggi anche:
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 del cileno Fernando Guzzoni per la sezione Discovery. Va inoltre notata la presenza di The Salesman [+leggi anche:
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, premiato a Cannes, dell’iraniano Asghar Farhadi e di Elle [+leggi anche:
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 del regista fiammingo Paul Verhoeven tra le Special Presentations, mentre Les Beaux jours d'Aranjuez [+leggi anche:
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 del tedesco Wim Wenders e il documentario Hissein Habré, A Chadian Tragedy [+leggi anche:
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 del regista del Chad Mahamat-Saleh Haroun sono stati ammessi nella sezione Masters. Il film d’animazione The Red Turtle [+leggi anche:
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 del regista anglo-olandese Michael Dudok de Wit verrà proiettato all’interno della rassegna Discovery, Death in Sarajevo [+leggi anche:
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intervista: Danis Tanovic
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 del bosniaco Danis Tanovic nella sezione Contemporary World Cinema, la produzione franco-greca Blind Sun [+leggi anche:
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 di Joyce A Nashawati nella Vanguard e La Mort de Louis XIV [+leggi anche:
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intervista: Albert Serra
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 dello spagnolo Albert Serra nella sezione Wavelengths.

Dodici saranno invece le prime mondiali per le 34 coproduzioni minoritarie del cinema francese in programma. The Fixer [+leggi anche:
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 del rumeno Adrian SitaruClair Obscur [+leggi anche:
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 del turco Yesim UstaogluMarie Curie, The Courage of Knowledge [+leggi anche:
intervista: Marie Noëlle
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 della regista franco-tedesca Marie NoëlleIn Between [+leggi anche:
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 dell’israeliano Maysaloun HamoudSanta & Andres [+leggi anche:
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 del cubano Carlos Lechuga e The Wedding Ring del nigeriano Rahmatou Keïta saranno presentate nella rassegna Contemporary World Cinema, invece Message from the King [+leggi anche:
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 di produzione esecutiva britannica del belga Fabrice du Welz nella Vanguard. I Am Not Your Negro del regista di Haiti Raoul Peck e Off Frame aka Revolution Until Victory del palestinese Mohanad Yaqubi sono stati selezionati per i Documentari, Jeffrey di Yanillys Perez (coprodotto con la Repubblica Dominicana) per la Discovery, e infine, la produzione Canada-USA-Francia (re)Assignment di Walter Hill e Sing del regista britannico Garth Jennings verranno proiettati nelle Special Presentations.

Tra gli altri titoli francesi minoritari nella scaletta della sezione Masters rientrano Fuocoammare dell’italiano Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, e La Fille Inconnue [+leggi anche:
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Q&A: Jean-Pierre e Luc Dardenne
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 del duo belga Luc e Jean-Pierre Dardenne tra i partecipanti al Festival di Cannes. Sette film verranno sponsorizzati nelle Special Presentations: il vincitore della Palma d’Oro I, Daniel Blake [+leggi anche:
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 del britannico Ken LoachSouvenir [+leggi anche:
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 del lussemburghese Bavo DefurneJuste la fin du monde [+leggi anche:
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 del canadese Xavier DolanBrimstone [+leggi anche:
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Q&A: Martin Koolhoven
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 del regista olandese Martin KoolhovenSalt and Fire di Werner Herzog dalla GermaniaNeruda [+leggi anche:
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 del cileno Pablo Larraín e Harmonium [+leggi anche:
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 del giapponese Koji Fukada.

Le produzioni minoritarie del cinema francese hanno una presenza piuttosto importante anche nel programma Contemporary World Cinema, con L'Economie du couple [+leggi anche:
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intervista: Joachim Lafosse
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 del belga Joachim LafosseAquarius [+leggi anche:
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 del brasiliano Kleber Mendonça FilhoWe Are Never Alone [+leggi anche:
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intervista: Petr Vaclav
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 del ceco Petr VaclavZoology [+leggi anche:
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intervista: Ivan I. Tverdovsky
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 del russo Ivan I TverdovskiThe Road to Mandalay [+leggi anche:
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intervista: Midi Z
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 del birmano Midi Z e Apprentice [+leggi anche:
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 di Boo Junfeng da Singapore. Inoltre, Noces [+leggi anche:
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 del belga Stephan Streker e Godless [+leggi anche:
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intervista: Ralitza Petrova
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 della bulgara Ralitza Petrova sono stati selezionati nella sezione Discovery, La región salvaje [+leggi anche:
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 del messicano Amat Escalante nella Vanguard e quattro sono i film nella sezione Wavelengths: The Ornithologist [+leggi anche:
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intervista: João Pedro Rodrigues
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 del portoghese Joao Pedro RodriguesMimosas [+leggi anche:
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intervista: Oliver Laxe
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 dello spagnolo Oliver Laxe, il documentario Ta'ang del cinese Wang Bing e By the Time It Gets Dark [+leggi anche:
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 del thailandese Anocha Suwichakornpong.

Per concludere è necessario notare la presenza nella Cinemateca del Festival dei documentari Lumière!, co-diretto da Thierry FrémauxOne Sings, the Other Doesn't di Agnès Varda e Irma Vep di Olivier Assayas.

(Tradotto dal francese)

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