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VENEZIA 2016 Concorso

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Sulla Via Lattea, Monica Bellucci sposa in fuga

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- VENEZIA 2016: Con una fiaba ambientata durante la guerra in Jugoslavia, il regista serbo-bosniaco Emir Kusturica torna sul Lido

Sulla Via Lattea, Monica Bellucci sposa in fuga
Emir Kusturica e Monica Bellucci in Sulla Via Lattea

Torna Emir Kusturica, ed è in grande forma. Il suo Sulla Via Lattea [+leggi anche:
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scheda film
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, interpretato dallo stesso regista affiancato da Monica Bellucci, è il film che chiude in bellezza il concorso della Mostra del Cinema di Venezia, dove a 27 anni aveva presentato la sua opera prima, Ti ricordi di Dolly Bell?.

Con Sulla Via Lattea - prodotto da Pinball London, BN Films, Rasta International (Wild Bunch e ICM lo vendono) - il regista serbo-bosniaco riappare sul teatro della guerra in Jugoslavia (La vita è un miracolo è del 2004), con una love story tra una misteriosa donna italiana in fuga e un ex suonatore di cimbalom. Lui, Kosta, ogni mattina trasporta il latte a dorso di un asino per i soldati in prima linea. E' considerato un po' matto (del resto appaiono tutti matti) perché ha assistito all'uccisione del padre, decapitato con una sega elettrica. Le pallottole che gli fischiano vicine e le granate che gli esplodono accanto non lo scompongono. E' un uomo che non ha più nulla da perdere. Kosta è amato da una bella e indomabile ragazza del luogo, Milena (Sloboda Micalovic), che sta organizzando due matrimoni nello stesso giorno. Il suo con Kosta e quello di suo fratello Žaga (Predrag Manojlović, volto celebre di molti film di Kusturica), eroe di guerra che sta tornando dall'Afghanistan) con una bellissima donna italiana che si occupa degli orfani di guerra in un centro poco lontano e piange riguardando Quando volano le cicogne di Michail Kalatozov.

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Le cose però non sono così facili come sembrano, soprattutto in tempo di guerra. La donna è braccata dai soldati della NATO agli ordini di un generale inglese che si era invaghito di lei e aveva ucciso la moglie, prendendosi tre anni di carcere grazie alla testimonianza dell'italiana. E Kosta, alla sola vista di quella donna che scotta, si è innamorato. In realtà i due è come se si specchiassero l'uno nell'altra. "Siamo stati condannati dalla vita", le dirà lei, "io per la mia bellezza e tu per la gentilezza, perché tirano fuori il peggio dalle persone".

Basato su "tre storie vere e molte fantasie", come recita la didascalia a inizio film, Sulla Via Lattea è una favola in cui il regista di capolavori come Papà è in viaggio d’affari, Il tempo dei gitani, Underground, Gatto nero, gatto bianco, tira le somme guardando alle sue origini e all'essenza delle cose. Il suo stile non è cambiato, le inquadrature sono sempre ricchissime di avvenimenti che scorrono su più livelli e si accavallano e alla musica (curata dal figlio del regista, Stribor Kusturica) viene data la dovuta grande importanza. Ma come mai prima d'ora il regista contrappone alla violenza indiscriminata della guerra la purezza assoluta di un amore tra persone mature e il candore incontaminato di Madre Natura. Gli animali sono protagonisti in questo film. Le oche che cadono simbolicamente in una vasca di sangue, il mulo fedele cavalcato da Kosta, il falco pellegrino che lo segue dovunque, il serpente nutrito con il latte che lo salva nei momenti difficili e persino un orso negli ultimi minuti del film rappresentano quell'innocenza che va (andrebbe) preservata a tutti i costi.

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