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SAN SEBASTIÁN 2016 Nuovi Registi

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Park: una partenza straziante dai meccanismi "Weird Wave"

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- SAN SEBASTIÁN 2016: L'opera prima di Sofia Exarchou utilizza un realismo implacabile per offrire un ritratto inquietante dell'Atene post-Olimpiadi, dilaniata dalla crisi

Park: una partenza straziante dai meccanismi "Weird Wave"

Ampiamente considerate l'inizio della spirale discendente del Paese, le Olimpiadi di Atene del 2004 sono ritenute da molti un simbolo delle vette a cui la psiche ateniese una volta aspirava, e il suo attuale stato di desolazione serve da amaro promemoria di quanto facilmente le buone intenzioni possano diventare cattive.

Non è dunque un caso che il Villaggio Olimpico e le sue strutture circostanti formino una cornice generale intorno al primo lungometraggio della regista greca Sofia Exarchou, Park [+leggi anche:
trailer
intervista: Sofia Exarchou
scheda film
]
, proiettato nella sezione Nuovi Registi al San Sebastián Film Festival. Segnando una partenza straziante dai meccanismi Weird Wave, il suo film, presentato inoltre recentemente a Toronto, si avvale di un realismo implacabile per offrire un ritratto inquietante di un'Atene post-Olimpiadi dilaniata dalla crisi.

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Sapientemente immortalato dalla direttrice della fotografia Monika Lenczewska, questo titolo di San Sebastián narra di un gruppo di giovani che vagano per gli spazi vuoti di un'Atene distopica, in cui le Olimpiadi sono passate, lasciando dietro di sé un deserto di desolazione e violenza.

Vivendo niente più che fugaci momenti di tranquillità, i nostri protagonisti allevano cani per vivere e competono contro il resto della loro banda di disadattati in variazioni violente degli sport olimpici, per passare il tempo libero apparentemente infinito che la loro vita di disoccupati gli regala. Ben presto, però, i sentimenti entrano in scena, portando con sé la speranza di fuga nei sobborghi meridionali turistici della città, dove scorci di gioia e spensieratezza saranno presto sostituiti da alienazione ancora più profonda. 

Sebbene la trama mostri un po' la corda, i personaggi della Exarchou tengono lo spettatore incollato, ricordando il vigore maniacale e l'esplosività delle prime opere di Constantinos Giannaris: la loro rabbia e violenza onnipresenti sono costantemente alimentate dalla loro incapacità di trovare il loro posto nel loro ambiente, e le scene dei ragazzi che vanno di spiaggia in spiaggia e per i resort infestati dai turisti, sentendosi più stranieri che locali, hanno un potente piglio profetico. 

Alzando l'infausta posta in gioco, si vede subito che la distopia non si limita al paesaggio, ma trasuda dai suoi abitanti, offuscandone le menti e le anime. I tempi duri induriscono le persone, e così la spirale discendente porta sempre più in basso, in un film che molto probabilmente si assicurerà uno degli slot riservati ai film greci della competizione internazionale del Festival Internazionale del Cinema di Salonicco a novembre - e se ci riesce è tutto meritato.

Prodotto dalle greche Faliro House Productions e Neda Films e dalla polacca Madants Sp. z o.o.Park è venduto all'estero da Stray Dogs.

(Tradotto dall'inglese)

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