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The Erlprince: nell’oscura foresta dell’umanità

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- Presentato in apertura del festival di Gdynia, il film di Czekaj, ispirato a un’opera di Goethe, conferma tutto il potenziale del giovane cineasta

The Erlprince: nell’oscura foresta dell’umanità

L’edizione 2016 del Gdynia Film Festival è iniziata ieri con un segnale importante. Nonostante la giovane età del regista Kuba Czekaj, il suo film The Erlprince, che ha aperto la manifestazione, è incontestabilmente un’opera di una reale maturità intellettuale e artistica che offre al pubblico tutto il meglio che ci si puo aspettare dal cinema: una buona dose di contenuti su cui riflettere, nitide sensazioni visive ed emozioni forti.

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Quest’anno, il concorso ufficiale della 41ma edizione del festival di Gdynia ha un colore particolare, perché è dominato dal giovane cinema nazionale, con 7 lungometraggi tra opere prime e seconde sui 16 titoli in lizza. Inoltre The Erlprince è il primo film di Kuba Czekaj, nonostante la sua seconda fatica Baby Bump [+leggi anche:
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(apprezzata al Biennale College della Mostra di Venezia 2015) sia stata presentata al pubblico precedentemente. Come sottolinea il regista stesso, The Erlprince è il suo vero primo film, un film di “un’espressione vergine”, la più personale, la più pertinente. Scrivendo la scenneggiatura e poi durante le riprese, il cineasta ha infatti costatato che la sua traiettoria e quella del personaggio principale del film convergevano sempre di più. Girare il primo lungometraggio è una sorta di prova: il regista impara a dire ad alta voce quello che vuole esprimere come individuo e deve trovare la sua indpendenza, la sua autonomia.

Il protagonista del film è un ragazzo di 14 anni, The Erlprince (letteralmente ‘il Re degli elfi’), che deve anche lui combattere la sua battaglia per la libertà. Ma questa lotta si rivela particolarmente difficile. Innanzitutto, non è una persona molto ordinaria, ma un enfant prodige con spiccatissime doti per la fisica. Oltre questo, riesce a presentire l’arrivo dell’apocalisse, per cui costruisce un orologio digitale per calcolare i giorni che mancano alla fine del mondo.

Il film prende visibilmente ispirazione da Il Re degli Elfi di Goethe e, come nella ballata del poeta tedesco, il protagonista del lungometraggio di Czekaj deve attraversare une foresta infestata da una creatura malefica. Ma qui è la foresta degli esseri umani che lo opprime, lo ostacola e fa fiolenza alla sua libertà. E’ sua madre che con il suo amore cieco e possessivo lo soffoca sempre più. E’ il suo ritrovato padre con il quale ha un rapporto selvaggio e pericoloso, come i lupi che il ragazzo vede intorno a lui. Ma sono anche i suoi nuovi compagni di università, i suoi professori... La foresta di Goethe è qui rappresentata dal passaggio doloroso di un ragazzo dall’infanzia all’età adulta, da un’identità ancora indefinita a quella di un uomo maturo. E, come in Goethe, questa traversata si rivela drammatica e capace di portare il viaggiatore verso la sua fine...

Il film di Kuba Czekaj è una variazione sul tema, una ballata romantica. E oltre al ritratto di una famiglia moderna (frammentata, disintegrata, fatta a pezzi), dipinge anche quello di un ragazzo messo alla prova, una prova che tutti noi dobbiamo affrontare in un certo momento della nostra vita. In The Erlprince, questa prova è spinta all’estremo.

Appoggiandosi sull’opera classica, il regista utilizza gli effetti speciali per sviluppare un film pienamente contemporaneo, ma senza per questo voler impressionare. Da tenere a mente anche il nome di Stanislaw Cywka, interprete principale e giovane attore dal grande talento, che rivedremo sicuramente, e che, insieme a Agnieszka Podsiadlik, (nel ruolo di sua madre) da vita a un duo di grande impatto.

Prodotto dalla Munk Studio e dalla Stowarzyszenie Filmowców Polskich (Polish Filmmakers Association), The Erlprince è stato coprodotto da TVP e da Odra Film, con il sostegno del Polish Film Institute.

(Tradotto dal francese)

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