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SAN SEBASTIÁN 2016 Nuovi Registi

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Lumiéres d’été, molto più di un racconto estivo

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- SAN SEBASTIÁN 2016: Il francese Jean-Gabriel Périot analizza il bombardamento di Hiroshima con una storia delicata, triste, piena di poesia e di alcuni fantasmi

Lumiéres d’été, molto più di un racconto estivo
Akane Tatsukawa e Hiroto Ogi in Lumières d’été

Jean-Gabriel Périot, agguerrito documentarista francese, si addentra con Lumières d’été [+leggi anche:
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, presentato nella sezione Nuovi Registi del 64° Festival di San Sebastián, in un tema tanto doloroso quanto passato sotto silenzio come il bombardamento di Hiroshima, offrendo una storia delicata, triste, piena di poesia e di alcuni fantasmi... ma, ciononostante, aperta alla speranza. Il film, che non è ancora uscito in Giappone, si propone di avvicinarsi alla società giapponese e stabilire un contatto. Una scommessa vera e propria.

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Dopo il denso Une jeunesse allemande [+leggi anche:
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(documentario su persone di ideologie simili che alla fine soccombono ai capricci del terrorismo), il regista torna ad introdursi in quella che è diventata una delle ossessioni ricorrenti dei suoi film: la violenza. Si tratta, in questo caso, di quella del bombardamento di Hiroshima, sotto lo sguardo interdetto del protagonista Akihiro, regista giapponese che vive a Parigi e che si reca in Giappone per girare un documentario sull'attacco e sulla testimonianza forte e straziante della (apparentemente) fragile sopravvissuta, che aveva 14 anni all'epoca del bombardamento.

Nulla fa pensare alla perla che si ha davanti dopo aver visto la prima scena del film. Ecco la grande forza di Lumières d'été, il confine tra finzione e realtà è così impercettibile che tende a sfumare. Una superstite del bombardamento di Hiroshima racconta la sua esperienza, le immagini ancora vivide e fresche nonostante gli anni, il rumore, le ceneri, le centinaia di morti in ogni angolo, la morte della sorella infermiera, il cadavere di sua madre (che non fu mai trovato), ecc, e improvvisamente, questa verità che lo spettatore avverte di colpo, diventeranno un haiku (poesia breve giapponese che evoca le stagioni) con echi di Richard Linklater.

Man mano che il film procede, penetra nei sogni, nelle tradizioni e nella poesia. Akihiro si siede su una panchina, come Julie Delpy lo faceva negli anni '90 su un treno per Vienna (è impossibile non pensare a Before Sunset). Akihiro (Hiroto Ogi, che offre qui un'interpretazione contenuta e piena di sfumature), sopraffatto da queste parole angoscianti e dal trambusto della vita parigina viene rapito da una giovane vivace e risoluta chiamata Michiko interpretata da una sublime Akane Tatsukawa. Questa gli farà scoprire la città a suo modo, naturalmente.

Si tratterà di una passeggiata che si trasformerà in viaggio iniziatico e liberatorio per lo stressato protagonista: lo shock culturale tra la Francia e il Giappone sarà più che visibile. A partire da qui la storia scorre, emoziona, sorprende e mette in discussione la fragilità dell'esistenza.

Il film, girato con la tecnica della macchina a mano, per stare vicino ai suoi attori e distillare la sincerità, è stato prodotto dalla francese Local Films e venduto all'estero da MPM Film.

(Tradotto dallo spagnolo)

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