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VARSAVIA 2016 Competizione 1-2

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Toril: nell'arena

di 

- Il debuttante francese Laurent Teyssier consegna un mix ben fatto tra dramma sociale e film poliziesco

Toril: nell'arena
Vincent Rottiers in Toril

L'opera prima del regista francese Laurent Teyssier, Toril [+leggi anche:
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, è un incrocio magistralmente realizzato tra un dramma sociale e un poliziesco, con un'esperta narrazione che lo guida a ritmo molto sostenuto, lasciando tuttavia spazio a uno sviluppo dettagliato dei personaggi e delle loro relazioni. Il film è stato proiettato nella Competizione 1-2 del Festival di Varsavia, dedicato alle opere prime e seconde. 

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Vivendo nella Provenza rurale, il protagonista Phillipe (l'ottimo Vincent Rottiers, nominato a un César al Miglior Attore Non Protagonista per Dheepan [+leggi anche:
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) lavora alla fattoria del padre, Jean-Jacques (l'attore veterano Bernard Blancan, visto di recente nei film di Rachid Bouchareb), e coltiva e vende piccole quantità di marijuana di sua proprietà. Quando Jean-Jacques tenta il suicidio perché è costretto a vendere la sua terra per ripagare i suoi debiti, Phillipe decide di affittare il loro deposito al mercato all'ingrosso a Jose (l'attore turco-tedesco Tim Seyfi), grosso trafficante di droga della regione, e vende anche dell'hashish ai clienti di Jose. Nel frattempo, il fratello di Phillipe, Cyril (Alexis Michalik), cerca di sbarcare il lunario con il suo ristorante.

Naturalmente, questo tentativo di business non andrà a finire bene per Phillipe o la sua famiglia, che comprende anche Bruno (Karim Leklou), cugino della moglie di Cyril, che lavora per Jose.

Teyssier mescola la problematica del declino dei piccoli agricoltori a causa del dominio totale delle catene di supermercati e del grande capitale con la questione più ambivalente a livello morale del controllo delle droghe. A dire il vero, in un certo senso, forse quest'ultima si collega con la prima - Phillipe può essere visto come un piccolo produttore con la sua piccola serra di marijuana, che viene fagocitato da un grande spacciatore che vende chili di hashish e cocaina. "Non sono uno di voi," dice a Jose, ed è facile immaginare come va a finire per lui.

Il termine spagnolo toril (arena dei tori) si riferisce sia alla situazione di Phillipe che alla tradizione della corrida della regione. Jose possiede anche dei tori e, talvolta, li utilizza in modo letale. Il tutto è così ben confezionato nella sceneggiatura di Guillame Grosse, e rappresentato con grande gusto nelle belle immagini di Baptiste Chesnais, e dall'esperto, ma mai troppo veloce, montaggio di Nicolas Caspus, che la narrazione procede assai fluidamente, al punto che allo spettatore sembra che il film duri molto meno di 90 minuti. Sorprendentemente, tutti i membri della troupe menzionati in questo paragrafo sono debuttanti nel mondo dei lungometraggi. 

Toril è prodotto da Tita Productions, e le vendite internazionali sono gestite da Versatile.

(Tradotto dall'inglese)

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