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HAIFA 2016

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In Between: Sex and Tel Aviv

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- L’opera prima dell’israeliana Maysaloun Hamoud, premiata a San Sebastian e Toronto, entra nella vita di tre giovani donne che lottano contro il giogo della società conservatrice del Medio Oriente

In Between: Sex and Tel Aviv
Sana Jammelieh, Shaden Kanboura e Mouna Hawa in In Between

Tre ragazze palestinesi che vivono a Tel Aviv sono il veicolo che utilizza la regista israeliana Maysaloun Hamoud nella sua opera prima, In Between [+leggi anche:
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intervista: Maysaloun Hamoud
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, per mostrare la vita delle donne che lottano contro il giogo delle convenzioni sociali in Medio Oriente. E le loro tre storie entrano talmente in connessione col pubblico che il film è stato già premiato nei grandi festival dove è stato presentato (Premio NETPAC al film asiatico a Toronto, e Premio della Gioventù, Otra Mirada TVE e Sebastiane al miglior film LGBTI a San Sebastian). Il film è proiettato ora al 32° Festival di Haifa.

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In Between cerca di richiamare l’attenzione sulla figura femminile nella società colonizzatrice israeliana, divisa tra la moderna occidentalizzazione e il Medio Oriente più tradizionale. Il film è anche prodotto da uno degli stendardi della rivendicazione femminista nel cinema israeliano, Shlomi Elkabetz, co-sceneggiatore e co-regista insieme a sua sorella, da poco scomparsa, Ronit Elkabetz, di titoli intelligenti e combattivi come Viviane [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
(2014).

Queste tre ragazze sono tanto diverse nel loro modo di essere quanto simili nell’obiettivo finale. Laila (Mouna Hawa) è una giovane donna sicura di sé che lavora come avvocatessa penalista, alla quale piace rilassarsi conoscendo uomini e frequentando i bar della scena underground della città. Ambiente dove si muove come un pesce nell’acqua Salma (Sana Jammelieh), che lavora come cameriera e DJ, e dal carattere molto più calmo di Laila; ma la sua docilità e nonchalance non sono che uno scudo contro l’oppressione sociale verso la sua omosessualità. Le due convivono nello stesso appartamento, dove un giorno arriva Nour (Shaden Kanboura), più giovane, più religiosa e più conservatrice, che studia all’università. E’ proprio da lì che le differenze tra le tre ragazze, in principio quasi problematiche, cominciano a sfumare verso quello che hanno in comune, un qualcosa per cui una donna non dovrebbe lottare: vivere una vita propria. Hamoud evita di demonizzare la religione (non solo quella musulmana, ma anche quella cristiana) per concentrarsi più sul machismo, cercando di portare sullo schermo una lotta femminista in tutti i suoi aspetti vitali. Una lotta che, tuttavia, non garantisce un successo assoluto: le ragazze devono non solo affrontare tutto questo, ma anche i problemi spesso disperati propri delle giovani generazioni di tutto il mondo.

Hamoud mostra in modo semplice e scanzonato la realtà delle tre ragazze, sulla scia dei ritratti generazionali televisivi statunitensi (da Sex and the City a Girls, con le dovute differenze). In Between accusa anche, c’è da dirlo, una grande mancanza di complessità sia narrativa che cinematografica (così come dei personaggi). Ma, come dimostrano i premi, l’identificazione da parte del pubblico al quale punta è notevole, e non è cosa da poco.

Il film, prodotto dall’israeliana Deux Beaux Garçons Films e la francese En Compagnie des Lamas, ha la francese Alma Cinéma come agente di vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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