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The Chronicles of Melanie: caro deportato

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- Il nuovo film di Viesturs Kairish narra la storia delle deportazioni sovietiche con una cupa ma bella fotografia in bianco e nero

The Chronicles of Melanie: caro deportato
Sabine Timoteo e Edvins Mekss in The Chronicles of Melanie

Il rinomato regista lettone di opera, teatro e film Viesturs Kairish ha presentato il suo primo lungometraggio dopo una pausa di dieci anni, The Chronicles of Melanie [+leggi anche:
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, nella Competizione Principale del Black Nights Film Festival.

Il 15 giugno 1941, Melanie (Sabine Timoteo), suo marito e suo figlio vengono presi dai loro letti di mattina presto, caricati su dei treni e mandati ad est. Melanie crede che la loro destinazione sia una piccola città di confine lettone, ma i treni finiscono per andare in Siberia come parte della storica deportazione di massa sovietica che spostò decine di migliaia di persone, disperdendo famiglie e distruggendo le tradizioni. Al loro arrivo, le pessime condizioni meteorologiche, la scarsità di cibo, il duro lavoro e, cosa peggiore, la costante umiliazione creano una situazione in cui a quanto pare, a volte, è impossibile sopravvivere. Una volta assolta dopo la morte di Stalin nel 1953, Melanie torna in Lettonia, ma scopre che sotto il nuovo regime, il suo processo di redenzione non è ancora finito.

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I Paesi baltici sembrano attraversare un processo di esorcismo di questi eventi. Il dramma sulla deportazione lituana The Excursionist (2013) era più incentrato sull'azione, e l'estone In the Crosswind [+leggi anche:
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intervista: Martti Helde
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(2014) di Martti Helde raccontava la storia in modo più artistico, dipanandosi attraverso dei fermo immagine. Oltre a questo, il corto d'animazione estone Body Memory di Ülo Pikkov ha ricevuto enorme attenzione ai festival affrontando lo stesso argomento sotto forma di animazione muta.

Analogamente al film di Helde, The Chronicles of Melanie utilizza la fotografia in bianco e nero (per la quale Gints Berzins ha vinto il Premio al Miglior Direttore della Fotografia a Tallinn). Non è difficile vedere un sottogenere regionale formarsi qui, con i suoi tropi visivi e narrativi (per non parlare dei cliché) al proprio posto - tende di tulle bianco che panneggiano nel vento per simboleggiare i bei vecchi tempi e una colonna sonora di musica classica a sottolineare i disagi. Il film di Kairish sarà anche un po' monotono, con Melanie che non ha quasi mai tempo di riprendere fiato prima che un altro problema sopraggiunga. C'è morte e distruzione per tutto il film. Tuttavia, il valore del film risiede altrove, ossia nella sua finalità educativa destinata al pubblico straniero e alle generazioni più giovani a casa. Gli sviluppi nell'Europa odierna rendono piuttosto evidente quanto facilmente alcuni eventi storici vengano dimenticati o ignorati. Nel contesto del Baltico, è quindi preferibile ri-raccontare la storia delle deportazioni, piuttosto che non parlarne affatto. The Chronicles of Melanie potrebbe non essere al livello del visualmente avvincente e tecnicamente innovativo In the Crosswind, ma anche i lettoni dovrebbero avere il diritto di raccontare la storia a loro modo. La memoria è un terreno accidentato, e uno scopo del cinema è senza dubbio quello di fungere da cronaca che ci aiuta a definire, capire e costruire il futuro riflettendo sugli eventi passati.

The Chronicles of Melanie è stato prodotto da Mistrus Media (Lettonia), ed è stato co-prodotto da 8Heads Productions (Repubblica Ceca) e Inland Film Company (Finlandia).

(Tradotto dall'inglese)

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