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Il festival Black Movie promette forti emozioni

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- La 18esima edizione del Black Movie di Ginevra stuzzica le papille gustative del pubblico grazie ad una programmazione ricca e sorprendente

Il festival Black Movie promette forti emozioni
La región salvaje di Amat Escalante

Grazie al Festival Black Movie (20-29 gennaio) Ginevra si illumina ogni anno di mille colori regalando ai numerosi amanti di cinema indipendente la scusa per farsi una bella scorpacciata di stuzzicanti novità provenienti da ogni dove. Il Black Movie non erige in effetti nessuna barriera, che sia geografica o di genere (in senso lato) per quanto riguarda la sua programmazione che punta giustamente sull’apertura e una sana dose di provocazione.

Suddivisa in 6 sezioni tematiche (una delle caratteristiche del festival), la programmazione di quest’anno comprende 116 film (48 lunghi e 68 cortometraggi) tra i quali 3 in prima europea, provenienti dai quattro continenti, per un totale di 40 paesi rappresentati.

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Come ogni anno il Black Movie punta su una presenza importante di ospiti (20 in totale) venuti a presentare i propri film in un clima di discussione e scambio con il pubblico. Tra questi ritroviamo due cineasti feticci del festival: il messicano Amat Escalante che presenterà in anteprima la sua ultima fatica La región salvaje [+leggi anche:
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 (Leone d’argento a Venezia) e il regista portoghese João Pedro Rodrigues (già presente a Ginevra nel 2013) che ha incantato pubblico e critica all’ultimo festival di Locarno grazie al sublime The Ornithologist [+leggi anche:
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intervista: João Pedro Rodrigues
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Il Black Movie mette anche quest’anno il cinema asiatico in prima linea. I film sud coreani si impongono grazie a registi quali Na Hong Jin (The Strangers) e Kim Ki-duk con il suo sorprendente The Net.

Il continente africano sarà invece rappresentato attraverso 8 lungmetraggi tra i quali, Wrong Elements [+leggi anche:
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dello scrittore franco americano Jonathan Littell, il documentario L’Africain qui voulait voler della franco gabonese Samantha Biffot o ancora Contre-Pouvoirs [+leggi anche:
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dell’algerino Malek Bensmaïl. Per quanto riguarda la cinematografia europea saranno poriettati, tra gli altri, Suntan [+leggi anche:
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dei registi greci Argyris Papadimitropoulos e Yannis Sakaridis, Baby Bump [+leggi anche:
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del polacco Kuba Czekaj e Houston, We Have A Problem! [+leggi anche:
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dello sloveno Žiga Virc.

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