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BERLINO 2017 Concorso

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Beuys: un omaggio ammirevole a un artista ammirevole

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- BERLINO 2017: Documentario rispettoso e illuminante, il titolo in concorso di Andres Veiel guarda all'uomo dietro la polemica

Beuys: un omaggio ammirevole a un artista ammirevole

Rivoluzionario pionieristico, che ha spinto i confini di ciò che può essere considerato arte a estremi senza precedenti, l'artista tedesco Joseph Beuys era una figura controversa che, quarant'anni fa, diede forma praticamente da solo a ciò che consideriamo ancora oggi avanguardia. Tuttavia, l'eredità del polemista estremo è a malapena celebrata quanto quella dei suoi contemporanei come Andy Warhol, e ciò è proprio quello che il documentario di Andres Veiel Beuys [+leggi anche:
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, presentato nella competizione ufficiale della Berlinale, intende cambiare.

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Documentario ben dettagliato, che ispira ulteriori ricerche sull'influenza dell'artista - che è, in questo caso, data per scontata - il film di Veiel si sforza non solo di invitare gli spettatori a ricordare l'importanza del lavoro di Beuys, ma offre anche uno sguardo sui meccanismi della mente di un vero anticonformista.

L'emblematico 7000 Querce di Beuys monopolizza l'assai godibile prima parte del film, prima che il regista torni indietro nel tempo per raccontare la storia di Beuys: nacque in un ambiente borghese, che smantellò con il suo lavoro sovversivo. Il suo passaggio brusco all'età adulta come artigliere posteriore della Luftwaffe giustifica parzialmente il suo beffardo e scanzonato approccio alla vita, mentre i riferimenti alle opere e alle apparizioni pubbliche contribuiscono a delineare l'effetto che l'artista ha avuto sui suoi coetanei, che reagivano alle sue opinioni con perplessità o vero oltraggio.

Mescolando eclettici filmati di interviste, rivelazioni ed eventi di cui Beuys era la star, con moderne analisi di studiosi d'arte e contributi di ex colleghi, studenti e ammiratori, il film si distingue per il suo approccio unico al lavoro di Beuys.

Sia le sue opere più note che quelle meno emblematiche prendono vita sullo schermo grazie ai modi creativi in ​​cui il regista si tuffa nei momenti raffigurati nelle immagini fisse dell'epoca, mentre il suo uso di materiale d'archivio delle installazioni di Beuys si rivela una decisione trasportante, poiché consente davvero allo spettatore non solo di entrare nel tempo e nello spazio in cui l'opera d'arte è stata sviluppata, ma di vivere la sua ideazione e realizzazione al fianco dell'artista.

Prodotto da Zero One Film, Terz Film, SWR e WDR, in collaborazione con Arte, le vendite internazionali del film sono affidate a Beta Cinema.

(Tradotto dall'inglese)

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