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BERLIN 2017 Panorama

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1945: fare i conti coi fantasmi del passato

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- BERLIN 2017: Il regista Ferenc Török affronta il passato per parlare del presente della nazione ungherese

1945: fare i conti coi fantasmi del passato
István Znamenák e Miklós Székely B. in 1945

Il nuovo film di Ferenc Török, 1945 [+leggi anche:
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]
, presentato nella sezione Panorama della 67a edizione del Festival di Berlino racconta, in bianco e nero, una giornata particolare di un piccolo villaggio ungherese alla fine della seconda guerra mondiale, alle prese con un passato da dimenticare e un futuro minaccioso.

Il film ruota sulla presenza di due ebrei, tornati al paese con due grandi casse, che suscita la paura di chi invece dalla loro persecuzione si e arricchito; è proprio l'ansia creata dallo straniero che Török cerca di descrivere, con un montaggio serrato e una camera sempre in movimento che si contrappone ai campi lunghi nei quali si muove chi, appunto, da lontano è venuto col treno: il paragone col nazionalismo crescente nell'Ungheria contemporanea è ovvio, le vittime che vengono dipinte come invasori pericolosi da parte dei potenti è un leit motiv che si ripete costantemente. Mentre per alcune nazioni il 1945 e stato l'anno della liberazione dal nazifascismo, per alcuni stati dell'est Europeo nello stesso anno si è passati da una dominazione straniera all'altra, un futuro prospero divenuto disgrazia: il piano finale col fumo nero del treno nella campagna in questo senso è emblematico, quello che doveva essere festa (un matrimonio) diventa tragedia, dove nessuno è esente da colpe, dal parroco al sindaco, dai padroni ai servi; non è un caso che gli unici personaggi positivi infatti abbandonino il villaggio.

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Se il piccolo paese è lo spaccato della società ungherese, alcuni piani sono lo specchio del film, veri e propri tableaux esplicativi che potrebbero fare a meno dei dialoghi, mentre la camera osserva discretamente le vittime, sempre in posizione defilata o da dietro la finestra o delle sbarre (come non pensare al filo spinato che circonda il confine tra Ungheria e Serbia?), quasi a volerne raccontare con deferenza, una narrazione che si vuole dolorosa ma necessaria non solo per comprendere cosa sia successo, e quindi cosa stia succedendo, ma con la sensazione che prevedere un futuro minaccioso sia un dovere e che certe tragedie non siano accidentali ma cause della diffusione di idee malate come nazionalismo e razzismo. La pellicola di Török forse mette troppa carne a fuoco per un'ora e mezza di film, le linee narrative sono tante e alcune rimangono solo in nuce (vedi il rapporto tra locali e soldati russi) ma in sostanza è un film onesto che si prende l'onere di raccontare l'Ungheria dell'immediato dopoguerra mostrando che la paura dello straniero (ieri l'ebreo, oggi il migrante) non paga mai.

1945 è stato prodotto dalla Katapult Film mentre HNFF si occuperà della vendita.

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