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Incierta gloria: passioni sul sentiero di guerra

di 

- Agustí Villaronga realizza una storia di tradimento e violenza in uno scenario di guerra, con due donne e due uomini, vittime collaterali del loro tempo convulso

Incierta gloria: passioni sul sentiero di guerra
Núria Prims e Marcel Borràs in Incierta gloria

Agustí Villaronga è uno dei registi spagnoli con il maggior potenziale. Lancia ora Incierta gloria [+leggi anche:
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, adattamento – per mano dello stesso regista e di Coral Cruz – dell’omonimo romanzo di Joan Sales, scritto nel 1954 dopo aver vissuto la violenza sulla propria pelle e diventato un classico della letteratura catalana. Precedentemente, il maiorchino aveva girato, ai Caraibi, El rey de la Habana [+leggi anche:
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 – che ha partecipato alla sezione ufficiale del Festival di San Sebastian due anni fa - e, nel 2010, Pa negre [+leggi anche:
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, il film che gli è valso nove premi Goya e lo ha introdotto nella serie A del cinema spagnolo, dove sembra rimanere ben saldo.

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Come in quell’ultimo film, la guerra civile spagnola è lo scenario sporco, oscuro, morboso e caotico in cui i suoi tormentati personaggi sopravvivono. Possiamo riconoscere il lavoro di gran parte di quella squadra in questo Incierta gloria, anch’esso commissionato da Isona Passola di Massa D´Or Produccions, che ha già prodotto Pasajero clandestino (1995), El mar (1999) e il documentario El testamento de Rosa (2015), tutti diretti da Villaronga: qui anche l’atmosfera, i costumi e le location ritraggono fedelmente quei giorni di dolore, sangue e furia, anche se la camera di Josep M. Civit (direttore della fotografia di El rey de la Habana) non ci porta in battaglia, ma nei paesi circostanti, per vedere come la crudeltà cainesca abbia infettato i loro abitanti. 

Sono poi i personaggi, che il regista adora, l’asse su cui ruota l’azione del film: Lluís (Marcel Borràs) è un giovane militare repubblicano destinato a un periodo di inattività al fronte aragonese; lì conosce una donna matura, Carlana (Núria Prims, scoperta in Historias del Kronen, nel 1995, lontana dagli schermi da quasi un decennio), di cui si infatua e che non esiterà a utilizzare il ragazzo per diventare la più ricca della regione.

Ma Lluís ha lasciato a Barcellona sua moglie, Trini (Bruna Cusí, che prossimamente vedremo in Verano 1993 [+leggi anche:
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), e suo figlio. Quando Soleràs (Oriol Pla, ricordato come il figlio di Ricardo Darín in Truman [+leggi anche:
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), l’amico intimo di Lluís, scopre l’intrallazzo e il tradimento sentimentale di quest’ultimo, decide di ricattarlo affinché porti via da Barcellona, che è sotto continui bombardamenti, sua moglie, di cui è segretamente innamorato. Una volta giunta al campo, Trini comincia a sospettare delle menzogne di suo marito, e un’altra guerra – intima e morale – scoppia tra i quattro personaggi principali.

Villaronga enfatizza il lato più melodrammatico, crudo e torbido del romanzo originale in questa trasposizione cinematografica, dove si affacciano alcuni dei temi più cari al regista: la violenza, la perdita dell’innocenza, la corruzione, il male, il potere e i suoi meccanismi. L’ambiguità si converte nella qualità più condivisa da questi esseri umani funestati da una vita terribile e da una storia nefasta, dove spicca questa femme fatal che è Carlana, alla quale Núria Prims dona mistero, corpo e molto carattere. Il passato indelebile come una lastra e lo svanire delle illusioni e degli ideali sono altrettanti conflitti che tormentano questi personaggi feriti per sempre, una cosa frequente nella filmografia di un regista che ha cominciato la sua carriera con film rischiosi, unici e inquietanti come Tras el cristalEl niño de la Luna.

Incierta gloria è una produzione di Massa d'Or Produccions e Televisió de Catalunya con la partecipazione di TVEMovistar+ e Aragón TV, con il sostegno di ICEC e ICAA, e con la produzione associata di Urresti Producciones. Il film è distribuito da Alfa Pictures e venduto da Film Factory Entertainment.

(Tradotto dallo spagnolo)

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