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Play-Doc, una finestra sulla realtà più strana

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- Documentari d’avanguardia di varia provenienza, perle dimenticate del genere e il meglio del cinema del reale galiziano convergono nella città spagnola di Tui

Play-Doc, una finestra sulla realtà più strana
Liberami di Federica Di Giacomo

Sono già 13 anni che Tui, città galiziana al confine tra Spagna e Portogallo, celebra il Play-Doc. Questo festival dedicato al cinema del reale è diventato un riferimento a livello mondiale e dal 22 al 26 aprile accoglierà le proposte più audaci del panorama contemporaneo nella sua sezione ufficiale. L’anteprima dell’ultimo film di Dominic Gagnon, Of the North, completerà la retrospettiva che il festival dedica al regista canadese, che sarà presente a Tui per tenere una masterclass. L’attraente menù cinefilo include una selezione di 12 documentari galiziani; il ciclo The Wrong Revolution, con cinque titoli selezionati da Jake Perlin, direttore artistico della sala Metrograph di New York; e la collaborazione del vicino festival Porto/Post/Doc con la proiezione del classico On the Bowery, firmato nel 1957 dallo statunitense Lionel Rogosin.

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Cinque film concorreranno nella sezione ufficiale di quest’anno. La produzione franco-italiana Liberami [+leggi anche:
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, valso alla sua regista Federica Di Giacomo il premio Orizzonti allo scorsa Mostra di Venezia, dividerà la scena con Le Concours [+leggi anche:
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, ultima pellicola della francese Claire Simon, protagoninsta l’anno scorso a Tui di una retrospettiva completa. La portoghese Cláudia Varejão presenterà Ama-San [+leggi anche:
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, titolo che completa il trio di film europei che aspirano a un premio nella competizione ufficiale. Il film argentino El futuro perfecto, di Nele Wohlatz, e il messicano Omar y Gloria firmato da Jimmy Cohen chiudono il quintetto in concorso quest’anno.

Quanto ai documentari galiziani, Tui presenterà nei prossimi giorni gli ultimi lavori di nomi come Fon Cortizo, Ángeles Huerta, Cristina Camaño, José Manuel Mouriño e Carmen Bellas. Le attività a Tui si completano con laboratori, concerti e spettacoli di danza che serviranno ad avvicinare il pubblico a un genere cinematografico che non sempre ottiene il riconoscimento che merita.

(Tradotto dallo spagnolo)

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